A proposito di balzelli e di enti pubblici dalle finalità non del tutto chiare

Diamo voce a Emilio Pozzi titolare della Helleboro e al caso della Stazione Sperimentale per le industrie degli oli e dei grassi

Negli ultimi mesi anche le imprese valtellinesi hanno dovuto fare i conti con una crisi economica e finanziaria che già da qualche anno ha costretto diverse aziende italiane ed europee a ristrutturarsi, e purtroppo scegliere la via della delocalizzazione e, nel peggiore dei casi, a chiudere i battenti.

In periodi di “vacche magre” anche le aziende che possono vantare una relativa tranquillità in termini di ordinativi, si interrogano sui numerosi costi e sui tanti troppi balzelli che vanno ad appesantire il loro bilancio.

Le associazioni di categoria giornalmente si lamentano della pressione fiscale e dell’eccesso di burocrazia e di Enti Pubblici la cui finalità non appare del tutto chiara.

È questo il caso della “Stazione Sperimentale per le industrie degli oli e dei grassi “ (SSOG) creata con una legge istitutiva datata 1919 ed ancora attiva.

Appare peraltro curioso ripercorrere la vita di questo ente: nasce nel 1904, nel 1919 diviene Regia Stazione Sperimentale con lo scopo di promuovere il progresso tecnico delle industrie. Con il D.lsg. N. 540 del 29 ottobre 1999 “Riordino elle Stazioni Sperimentali per l’Industria” il

Emilio Pozzi

laboratorio ha assunto lo status giuridico di Ente Pubblico Economico. Con la Legge 122/2010 l’ente è stato soppresso e i compiti sono stati trasferiti alla Camera di Commercio di Milano. Con un provvedimento camerale del 2010 è stata costituita un’Azienda Speciale per ognuna delle 4 stazioni per l’industria del milanese. Con successiva delibera del luglio 2011 è stata costituita l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano “Innovhub – Stazioni Sperimentali per l’Industria” nella quale sono confluite le 4 Aziende Speciali. Attualmente la sua identificazione è “INNOVHUB – Stazioni Sperimentali per l’Industria – Divisione Stazione Sperimentale per le Industrie degli Oli e Grassi (SSOG)”. Ma quel che più conta è che in pochi sanno a cosa serva.

Ufficialmente si tratta di un ente sottoposto al Ministero dello Sviluppo Economico il cui scopo è quello di promuovere il progresso tecnico delle industrie. I settori industriali di competenza comprendono: Semi e frutti oleaginosi, oli e grassi vegetali e animali e derivati; Oli minerali e lubrificanti; Detersivi e tensioattivi; Pitture e vernici; Prodotti cosmetici e di igiene personale. Questa ampia diversificazione di settori si giustifica esclusivamente col fatto che all’epoca dell’istituzione i settori industriali elencati utilizzavano prevalentemente oli, grassi e loro derivati.

Ed oggi? Nonostante lo sviluppo tecnologico che ha coinvolto i settori industriali, tutte le imprese riconducibili ad uno di questi settori, anche le più piccole, sono tenute a pagare un contributo annuale senza capire l’utilità.

Questo è il caso segnalatoci da Emilio Pozzi, socio amministratore e fondatore di una nota e apprezzata azienda di erboristeria (Helleboro) che ogni anno si trova a dover versare un tributo (pari a 250,00 euro) a questo ente senza riuscire a capire quale ne sia lo scopo e l’utilità, dal momento che i servizi offerti (non del tutto chiari) risultano essere tutti a pagamento.

Signor Pozzi da quanti anni versa il contributo a questa Stazione ?

Se non erro, da due anni.

Ha mai ricevuto un servizio da questo Ente ?

No, anche se sul loro Listino è previsto uno sconto del 30% per le analisi richieste, i lori servizi sono adatti solo all’industria e non alle piccole aziende artigiane.

Ha provato a sentire questo Ente almeno per avere delucidazioni sul tributo ?

E’ un’imposizione. Ciò che trovo strano è che la Camera di Commercio di Milano, anche da noi finanziata, carichi sulle spalle dei contribuenti questo ulteriore onere!

Mi auspico che gli Enti da noi già pagati, si attivino affinché siano tutelati i loro iscritti.

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