AEVV, lettera aperta al Sindaco di Sondrio e al Presidente della Provincia


22 novembre 2012

La posizione dominante di una società di fatto pubblica. I principi del libero mercato sono rispettati da AEVV Impianti ?

Lettera aperta al Sindaco di Sondrio e al Presidente della Provincia

La nascita dell’Azienda Energetica di Valtellina e Valchiavenna (AEVV) è stata salutata fin dall’inizio e non senza qualche ragione, come una tappa  cruciale nella vita economica della realtà provinciale.  Da tempo però giungono all’associazione segnalazioni da parte di imprese operanti nel settore degli impianti che chiedono chiarimenti in ordine alla missione aziendale della società “AEVV Impianti” (controllata dall’AEVV). Questa azienda è sempre più presente nel mercato nelle attività post-contatore e cioè di progettazione, realizzazione e manutenzione degli impianti.  Le imprese devono fronteggiare la concorrenza di una realtà sostanzialmente pubblica e il sospetto fondato è che tali attività non siano del tutto coerenti con i principi del libero mercato. Nei mesi scorsi abbiamo chiesto spiegazioni alla stessa società e al tempo stesso ci siamo rivolti a Confartigianato a livello nazionale ritenendo che la questione non fosse limitata alla nostra realtà. La società ha ribadito la correttezza e la “possibilità” (la legge lo consente) di operare sia in un campo (vendita, distribuzione e trasporto) sia nelle operazioni di installazione e manutenzione post-contatore. La realtà è che tale sovrapposizione – seppure con una società autonoma – è lesiva delle regole di mercato. La nostra richiesta di intervento a livello nazionale non è caduta nel vuoto e subito è stato chiesto l’intervento del Governo al fine di scongiurare una situazione di mercato che mette a rischio centinaia di imprese e migliaia di posti di lavoro.

Renato Vergottini

Tale situazione è stata al centro di numerosi interventi normativi negli anni, ma senza un’adeguata soluzione : di fatto oggi la legge provvede a regolamentare il rapporto tra le società che operano nelle diverse fasi della filiera, prevedendo un obbligo di separazione “amministrativa e contabile” tra chi ha in concessione attività in regime di monopolio e le imprese che svolgono attività in regime di libera concorrenza.

Tale previsione non è per nulla sufficiente a garantire una effettiva indipendenza tra le diverse attività. A tutt’oggi pertanto, le imprese che hanno in concessione le attività di distribuzione di energia svolgono, con vantaggi competitivi rilevanti, anche le attività di vendita nonché i servizi di post-contatore avvalendosi, in taluni casi, di messaggi promozionali che non lasciano dubbi al caso.  Sia chiaro che la legge offre la “possibilità” ma non impone di svolgere tali attività, ragion per cui la decisione di mettere in difficoltà le piccole imprese già colpite dalla recessione, è tutta in capo a chi definisce la politica aziendale e quindi in primis il presidente, il consiglio di amministrazione e non ultimo i soci pubblici di riferimento. Questa lettera aperta vuol far emergere una situazione che deve essere analizzata, affrontata e risolta.

Stiamo parlando delle stesse imprese che nei “saluti” e in tutti gli “interventi ufficiali” i politici e gli amministratori pubblici amano definire la “spina dorsale dell’economia”.

Il Presidente Categoria Metalmeccanici Installatori e manutentori Impianti – Confartigianato Imprese Sondrio

Renato Vergottini

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