Al via le azioni legali per recuperare i contributi versati al Sistri


20 gennaio 2012

Confartigianato, insieme alle altre organizzazioni delle piccole imprese, dopo aver inutilmente sollecitato al Governo la restituzione dei contributi versati al Sistri, porta la questione davanti ai giudici. Per il Sistri, il primo appuntamento del 2012 è con le aule dei tribunali.

Confartigianato ha annunciato, infatti, l’avvio di una serie di azioni legali per recuperare i contributi versati dagli imprenditori.

“Si chiede la restituzione – spiega l’avvocato Enrico Morigi – di una certa parte del contributo, quella che andava per il funzionamento del Sistri, e in più il risarcimento dei danni che le imprese hanno sopportato per non avere potuto usufruire del sistema”.

Doveva essere il progetto di punta del Ministero dell’Ambiente, un mix di tecnologie in grado di sbaragliare il traffico illecito di rifiuti, ma il sistema è naufragato in un caos di inefficienze e rinvii.

La manovra di agosto lo ha cancellato, in autunno il Governo Berlusconi lo ha rimesso in pista e entro giugno sarà obbligatorio per le piccole imprese. Ammesso che funzioni, perché finora l’unico movimento registrato dal Sistri è quello dei 70 milioni di euro che sono usciti dalle casse di 300.000 imprenditori per l’iscrizione obbligatoria, l’acquisto delle 500.000 chiavette usb e delle 90.000 black box. Per non parlare dei costi accessori: computer, linee adsl, corsi.

Cesare Fumagalli

“Il senso della nostra azione – sottolinea il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli – è proprio quello di tutelare e difendere il tempo e le risorse che le imprese dedicano ad un adempimento che riteniamo necessario, ma che deve essere costruito in modo tale da essere sostenibile. Così non è stato e noi per questa ragione vogliamo portare fino in fondo la tutela delle aziende associate”.

Sempre in tema di rifiuti, Confartigianato, nel decreto “Salva Italia” varato dal Governo, ha ottenuto un pacchetto di semplificazioni per le imprese del comparto del benessere.

Estetisti e acconciatori potranno trasportare in conto proprio fino a 30 chilogrammi di rifiuti pericolosi, come oggetti taglienti e garze, sino al centro di smaltimento. La compilazione e la conservazione dei formulari di trasporto sostituirà il registro di Carico e scarico e l’obbligo di comunicazione al Catasto rifiuti tramite MUD.

Questo fino giugno, successivamente dovranno familiarizzare con il Sistri, sempre che non venga affossato definitivamente.

L’ufficio Categorie dell’Unione (tel 0342 514343)  è ha disposizione per ulteriori chiarimenti.

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