Ancora solleciti per il canone Rai anche quando non è dovuto


27 giugno 2014

Non basta la giungla fiscale delle imposte e delle tasse sulla testa delle imprese e per giunta in un periodo già segnato dal calo dei consumi e delle commesse, dal fermo delle opere pubbliche e dai ritardi e mancati pagamenti delle amministrazioni pubbliche.

Non basta dicevamo. Molte imprese infatti stanno ricevendo, per la seconda volta nell’arco di pochi mesi, nuovi solleciti di pagamento del canone speciale Rai. Imprenditori artigiani vessati ed esasperati. Dopo il pagamento di IMU, Irpef, Irap e delle altre imposte locali, ci mancava anche questo ulteriore balzello.

La lettera è formalmente corretta, pur se il tono utilizzato e l’invio indiscriminato alle aziende, suscita più di una perplessità dal punto di vista del metodo. Nella maggior parte dei casi le richieste sono illegittime perché rivolte ad aziende che non possiedono apparecchi radio-televisivi e quindi non devono pagare alcun abbonamento.

Nel 2012 la Rai aveva già “tentato” di far pagare il canone alle imprese anche per il solo possesso di computer, tablet e smartphone, ma aveva dovuto fare dietrofront dopo la protesta delle organizzazioni imprenditoriali e l’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico.

Ora tenta di nuovo di ‘fare cassa’, imponendo il pagamento del canone indiscriminatamente a tutti gli imprenditori, dando per scontato che posseggano uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive.

Un comportamento assurdo che costringe gli imprenditori a dover dimostrare alla Rai di non possedere radio e tv, con un ulteriore adempimento burocratico. Pagare il canone Rai è un obbligo per tutti coloro che in azienda posseggono radio e televisioni.

Non è accettabile il metodo di ‘sparare nel mucchio’ per rastrellare risorse. In questo momento già difficile per i nostri imprenditori, di tutto gli artigiani hanno bisogno tranne che di altri oneri e di adempimenti burocratici. La Rai, insomma ci riprova. Alla luce del nuovo invio massivo Confartigianato ritiene opportuno tornare sull’argomento riportando all’attenzione il chiarimento emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico del 2012, fortemente sollecitato anche da Confartigianato: chi non detiene “apparecchi atti o adattabili – quindi muniti di sintonizzatore – alla ricezione delle trasmissioni televisive” in definitiva non è tenuto a pagare il canone.

L’Associazione conferma quanto già precedentemente indicato, ossia di consigliare ai soggetti che non rientrano nell’obbligo del pagamento del canone di comunicare mediante raccomandata e/o attraverso l’apposita cartolina di non essere tenuti al pagamento.

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