Burocrazia fiscale: 2,7 miliardi all’anno il costo per le imprese


14 ottobre 2010

Agenzia delle Entrate e Dipartimento della Funzione Pubblica misurano gli oneri da adempimenti amministrativi nel settore fiscale. Obiettivo: ridurli del 25% entro il 2012. Confartigianato ha contribuito, anche attraverso la collaborazione di alcune Associazioni territoriali, alla rilevazione degli oneri burocratici che gravano sulle piccole imprese

2,7 miliardi di euro: a tanto ammonta il costo annuo degli adempimenti burocratici di tipo fiscale a carico delle imprese italiane.

A dirlo è l’Agenzia delle Entrate che, insieme con il Dipartimento della Funzione Pubblica, ha misurato quanto ‘bruciano’ gli imprenditori per i seguenti adempimenti amministrativi: comunicazione dati e dichiarazione annuale Iva, dichiarazione unificata dei sostituti d’imposta (modello 770 semplificato), richieste di rimborso del credito Iva, anticipazione in conto fiscale del rimborso Iva. Dalla rilevazione emerge un costo annuo stimato di 492 euro per il 770 semplificato, di 188 euro per la comunicazione dati Iva e di 341 euro per la dichiarazione Iva.

L’analisi è stata effettuata nell’ambito dell’attuazione del “Taglia-oneri amministrativi”, introdotto dall’art. 25 del dl 112/2008, che ha previsto la misurazione dei costi burocratici in tutte le materie di competenza statale per arrivare, entro il 2012, come stabilito in sede comunitaria, alla riduzione del 25% dei costi della burocrazia che gravano sulle imprese.

La misurazione, realizzata da una task force di esperti coordinata dall’Ufficio per la semplificazione del Dipartimento della Funzione Pubblica, con l’assistenza tecnica dell’Istat per la rilevazione, è stata condotta in stretta collaborazione con la Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate e con il coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali che hanno partecipato a tutte le fasi del processo.

Alla rilevazione ha contribuito Confartigianato che, anche attraverso la collaborazione di alcune Associazioni territoriali, ha fornito dati e indicazioni sul fardello di oneri amministrativi sopportati dagli artigiani e dai piccoli imprenditori.

La cifra che emerge dalla misurazione, però, è soltanto la punta dell’iceberg. Secondo Confartigianato, infatti, bisogna aggiungere i costi più rilevanti che non appaiono in questa misurazione, vale a dire quelli riguardanti la tenuta della contabilità e la dichiarazione dei redditi. E,  soprattutto, bisogna iniziare a semplificare e a tagliare.

Del resto, proprio Confartigianato, costantemente impegnata nella battaglia contro la burocrazia, aveva denunciato il problema della complessità degli adempimenti in materia fiscale. A pesare sulle imprese, infatti, oltre al ‘quanto’ si paga, è il ‘come’. Basti dire che in Italia, secondo le rilevazioni dell’Ufficio studi di Confartigianato, gli imprenditori impiegano 334 ore l’anno, equivalenti a 42 giorni lavorativi, per pagare le imposte, vale a dire il 72,1% in più rispetto alla media Ocse. Il maggior tempo impiegato per versare imposte e contributi costa alle nostre aziende 711 milioni di euro in più rispetto alla media dei Paesi più avanzati, con un maggior esborso di 162 euro per ciascuna impresa.

L’analisi dell’Agenzia delle Entrate e del Dipartimento della Funzione Pubblica ha interessato le piccole e medie imprese fino a 250 addetti ed è stata effettuata ricorrendo a due tecniche distinte. Per le imprese da 5 a 249 addetti l’Istat ha innanzitutto realizzato una indagine telefonica su 2000 imprese volta a individuare la diffusione degli adempimenti considerati; quindi ha effettuato una rilevazione diretta, rivolta a 238 imprese (estratte dal campione di imprese partecipanti all’indagine telefonica), mirata a definire i costi sostenuti nell’area di regolazione oggetto di indagine. Per le imprese con meno di 5 addetti sono stati realizzati dalla task-force dei focus group con gli esperti delle associazioni imprenditoriali. A completamento dei focus sono state svolte interviste approfondite con alcuni consulenti fiscali.

I dati presentati forniscono informazioni di carattere indicativo sull’ordine di grandezza dei costi dei singoli adempimenti amministrativi; in tal modo, la misurazione fornisce una base informativa essenziale per definire interventi di semplificazione e riduzione degli oneri. Coerentemente con la metodologia adottata dalla Commissione Europea (Standard Cost Model), la rilevazione riguarda esclusivamente gli oneri amministrativi (modelli da compilare, documentazione da presentare, comunicazioni, registri, etc.) e non considera i costi fiscali (diritti, bolli, imposte, ecc.).

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