Camera, via libera allo Statuto delle imprese


24 marzo 2011

Approvata martedì scorso dalla Camera la proposta di legge sullo Statuto delle imprese. Il testo, atteso ora in seconda lettura al Senato, definisce “lo statuto delle imprese e dell’imprenditore” al fine di garantire “la libertà di iniziativa economica privata in conformità con gli articoli 35 e 41 della Costituzione”.

Lo Statuto si pone tra le finalità principali quella di applicare le linee guida dello Small Business Act europeo per le piccole e medie imprese, di favorire la semplificazione nei rapporti con la PA, di facilitare l’accesso agli appalti pubblici e di realizzare una legge annuale per le Pmi. In tema di politiche per la competitività, a sostegno delle Pmi, viene fissata al 60% la riserva minima degli “incentivi di natura automatica o valutativa” da attribuire alle micro, piccole e medie imprese e alle reti di imprese. In aggiunta, viene introdotta una sotto-riserva del 25% per le micro e piccole imprese.

Il provvedimento si propone, inoltre, sul fronte degli appalti pubblici di incentivare l’accesso delle piccole imprese anche tramite la suddivisione in lotti delle gare di appalto e introducendo modalità di coinvolgimento nella realizzazione di grandi infrastrutture delle pmi residenti nelle regioni e nei territori nei quali sono localizzati gli investimenti. Vengono innalzate a 125 mila e a 1,5 milioni le soglie per le procedure di affidamento e previste semplificazioni per agevolare le aggregazioni fra imprese.

Un’altra novità del provvedimento riguarda una più rapida attuazione della direttiva europea sui ritardati pagamenti della PA, fortemente auspicata dall’ANAEPA: il testo contiene, infatti, una delega a promulgare un decreto che terrà conto dei principi contenuti nella direttiva 2011/7/UE, in anticipo rispetto ai due anni previsti dalle norme europee. In particolare, lo Statuto stabilisce che le pubbliche amministrazioni nelle transazioni commerciali non possano derogare unilateralmente ai termini di pagamento di cui all’art. 4 del D.Lgs. 231/2002 (Lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali), di norma fissati in trenta giorni. Si prevede quindi la nullità dell’accordo di rinuncia agli interessi di mora, sottoscritto anche successivamente al pagamento, qualora una delle parti contraenti sia la PA. Inoltre, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge sulle imprese, il Governo dovrà adottare un “sistema di diffide e sanzioni nel caso di ritardato pagamento”. Lo Statuto delle imprese ricomprende, dunque, una serie di misure fondamentali per promuovere lo sviluppo delle piccole e medie imprese.

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