Confronto con Governo e opposizioni, dalle parti sociali un Documento di proposte per consolidare e rilanciare il Paese


8 agosto 2011

Giovedì 4 agosto a Palazzo Chigi si è svolto l’incontro tra il Governo e le parti sociali sulla crisi economica, per Confartigianato ha partecipato alla riunione il Segretario Generale Cesare Fumagalli.

I rappresentanti degli imprenditori hanno illustrato al Governo un documento di proposte, articolato in sei punti, per consolidare la stabilità dei conti pubblici e promuovere la crescita.

E’ stata una “discussione approfondita, responsabile e dettata dall’obiettivo di arrivare a un patto di stabilità, crescita e coesione sociale entro settembre”. Lo ha detto il Presidente Silvio Berlusconi, al termine dell’incontro.

Le parti sociali hanno presentato lo stesso documento di proposte anche ai rappresentanti delle opposizioni, nel corso di un incontro svoltosi successivamente.

Cesare Fumagalli

Le parti sociali hanno preso atto della disponibilità del Governo e delle opposizioni a confrontarsi per affrontare le proposte presentate. In questo quadro, segnalano la necessità che vi sia piena consapevolezza da parte di tutti della serietà della situazione italiana. Di conseguenza, ribadiscono l’urgenza di attuare i provvedimenti necessari per far rientrare le tensioni sui mercati finanziari.

Le proposte delle parti sociali

La tempesta che stiamo attraversando è connessa a fragilità intrinseche di un’Unione Europea che è ancora carente sotto il profilo politico e degli assetti istituzionali.

Occorre, pertanto, promuovere da parte del Governo italiano un’immediata azione verso i governi e le istituzioni europee affinché l’Unione riprenda vigore e capacità d’iniziativa. Questo contribuirebbe a ridurre la pressione sui titoli italiani.

Il momento è grave. Va affrontato con la massima determinazione senza cercare scuse o scappatoie.
La politica di bilancio resta il cuore dei nostri problemi. Le turbolenze di questi giorni dimostrano senza alcun dubbio che i mercati non hanno fiducia nell’impegno dell’Italia a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Evidentemente occorre fare di più.

L’eliminazione di ogni dubbio circa la solidità di lungo periodo dei nostri conti pubblici è un obbligo ineludibile.

Ma la solidità dei conti pubblici va accompagnata con misure per la crescita dell’economia. Sono anni che chiediamo meccanismi per sbloccare gli investimenti pubblici e privati. Sono anni che chiediamo di modernizzare la pubblica amministrazione per lasciare più spazio all’iniziativa imprenditoriale e al mercato e di ridurre i confini dello Stato. Sono anni che chiediamo misure vere di liberalizzazione per eliminare posizioni di rendita e restituire efficienza ai servizi.

Ora siamo a un bivio. Occorre un drastico programma per rilanciare la crescita. Un programma da attuare subito.

Occorre un confronto continuo e serrato con le parti sociali e anche con l’opposizione.
La gravità del momento non consente pause. Noi siamo a disposizione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Riteniamo che il Consiglio dei Ministri debba assumere decisioni rapidamente e sottoporle al Parlamento senza soluzioni di continuità.

Il confronto non può esaurirsi in un incontro. Ma l’incontro di oggi non può esaurirsi in un avvio.

Da parte nostra indichiamo le priorità sulle quali operare immediatamente.

PAREGGIO BILANCIO – All’obiettivo del pareggio bilancio nel 2014 previsto dall’ultima manovra ”occorre dare credibilità. E’ questa una condizione essenziale per il ritorno alla normalità nei mercati finanziari”, si legge nel documento.

Per quanto riguarda la proposta di azzeramento del fabbisogno nell’ultima parte del 2011’questa rischia di scaricare maggiori oneri sul 2012, riteniamo invece che si debbano prendere provvedimenti strutturali capaci di incidere sulle tendenze di fondo della spesa pubblica”.

COSTI POLITICA – Il taglio dei costi della politica è un punto essenziale. Non è possibile chiedere sacrifici agli italiani senza contemporaneamente procedere a tagli effettivi di tali costi. Non c’è bisogno di fare una commissione per valutare i tagli da fare, occorre Ridurre i costi delle assemblee elettive e degli organi dello Stato e abolire le Provincie e accorpare i Comuni.

LIBERALIZZAZIONI E PRIVATIZZAZIONI – Per quanto riguarda il capitolo liberalizzazioni e privatizzazioni, secondo le parti sociali occorre un grande piano di privatizzazioni e liberalizzazioni da avviare subito.

INVESTIMENTI – Le parti sociali chiedono di sbloccare con’misure eccezionali le opere già finanziate con risorse pubbliche e private. Rimuovere gli ostacoli normativi alla realizzazione delle opere con particolare riguardo alla logistica e all’energia’.

SEMPLIFICAZIONE E P.A. – Nel documento si chiede di approvare rapidamente i provvedimenti di semplificazione all’esame del Parlamento. Non è più rinviabile la riforma strutturale della Pubblica amministrazione che permetta un recupero di produttività e consenta di risolvere situazioni di crisi utilizzando strumenti analoghi a quelli del settore privato.

LAVORO – Le parti sociali ricordano che ”pur in una situazione difficilissima, le imprese e le banche italiane stanno dando un grande contributo all’economia del Paese”. Chiedono inoltre di attuare ”un piano straordinario di lotta all’evasione fiscale e contributiva utilizzando i proventi per ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro”. Tra le richieste necessarie per rilanciare il mercato del lavoro, c’è l’attuazione di ”politiche volte alla promozione e difesa del made in Italy”. Occorre inoltre definire un piano energetico per la green economy. Infine si chiede di sostenere i processi di ricerca e innovazione delle imprese cominciando con il rendere immediatamente operativo il credito d’imposta previsto dal decreto legge sviluppo.

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