Congiuntura III trimestre: segnali di sostanziale tenuta, ma è il futuro a preoccupare


10 novembre 2011

Il Presidente di Confartigianato Lombardia Merletti: “Serve un’assunzione comune di responsabilità, ciascuno secondo il proprio ruolo”.

“Non si possono commentare i dati di questa congiuntura trimestrale senza fare una doverosa premessa. È infatti indispensabile contestualizzare il momento che stiamo attraversando: siamo, per usare un’espressione sintetica e chiara, sull’orlo dell’abisso – dichiara il Presidente di Confartigianato Lombardia , Giorgio Merletti , in occasione della presentazione dei dati congiunturali riferiti al terzo trimestre 2011 – Usiamo con sempre più facilità termini terribili: crisi, default dello Stato, necessità di fare in fretta. Crediamo sia arrivato il momento in cui alle nostre parole debbano davvero corrispondere atteggiamenti conseguenti. Da parte di tutti, innanzitutto da chi ha responsabilità politiche e istituzionali, ma anche da parte degli altri soggetti. In questo contesto, è chiaro che una larga parte dei destini del nostro Paese e delle nostre imprese siano legati a decisioni di alto livello: non solo del nostro Governo, ma anche della BCE, dell’Un ione Europea e, allargando ancora l’orizzonte, del Fondo Monetario Internazionale, degli Stati Uniti, dei BRICs. Interdipendenza è diventata la parola chiave per leggere e capire dove stiamo andando. Con questa consapevolezza, crediamo sia sempre più necessaria, da parte di tutti, una forte assunzione di responsabilità: un bene prezioso di cui si ha molto bisogno, in mancanza del quale si perde la rotta e spesso anche il senso del viaggio” .

Questo il quadro che emerge dall’ultima congiuntura:

Il terzo trimestre 2011 registra per la produzione manifatturiera artigiana una variazione sia congiunturale che tendenziale negativa e pari al – 0,9% .

Anche l’indice della produzione per le aziende artigiane flette, scendendo a quota 76 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100), arrestando il processo di avvicinamento ai livelli pre-crisi.

Tra i settori dell’artigianato, sono solo tre i settori in crescita su base annua: pelli-calzature (+6,9%), meccanica (+2,3%) e siderurgia (+2,1%). Gli altri settori presentano variazioni tendenziali negative comprese tra il -7,7% delle manifatturiere varie e il -2,9% di legno-mobilio.

Giorgio Merletti

In merito alle destinazioni economiche , i beni di investimento registrano nell’artigianato una contrazione del 3,4%, i beni di consumo finale del -1,4% e i beni intermedi riescono a contenere le perdite al -0,1%. I dati sulla produzione per dimensione d’impresa vedono le imprese di media e più grande dimensione ancora leggermente positive (+0,3% entrambe), e le micro imprese che intensificano la contrazione (-3,5%), già rilevata nei trimestri scorsi.

A fronte del 30% di aziende con forti incrementi produttivi (erano il 34% lo scorso trimestre) e del 7% con incrementi minimi, il 36% dichiara variazioni tendenziali molto negative (la quota era 32% lo scorso trimestre) mentre rimane ferma al 3% la quota di imprese con contrazioni minime.

L’occupazione è in leggero calo rispetto al trimestre precedente, mentre la quota di aziende che ha utilizzato ore di CIG nel trimestre è stabile al 10% come anche la quota sul monte ore trimestrale dell’1,4%.

Altre variabili dell’andamento congiunturale:

  • •Il fatturato a prezzi correnti per le aziende artigiane è praticamente stazionario con una variazione del +0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua.
  • Il tasso d’utilizzo degli impianti conferma la perdita di vigore della ripresa dei livelli produttivi sia per l’industria, scendendo 66,8%. Fra i settori si registrano tassi di utilizzo inferiori al 70% per tutti i settori, con i minimi per minerali non metalliferi (61,8%) e carta-stampa (63,3%), e i massimi per siderurgia (69,5%) e gomma-plastica (69,2%).
  • Gli ordinativi acquisiti nel trimestre presentano variazioni tendenziali negative su entrambi i versanti (-5,0% dall’interno e -0,5% dall’estero), mentre su base congiunturale alla contrazione degli ordini interni (-3,5%) è associata un incremento dall’estero (+1,4%). La quota del fatturato estero sul totale per le aziende artigiane rimane però molto contenuta (6,1%) e in leggera contrazione rispetto al trimestre precedente. Complessivamente il portafoglio ordini si riduce con il periodo di produzione assicurata che scende a 33,5 giornate.
  • Il livello delle scorte dei prodotti finiti è ritenuto adeguato dal 68% delle imprese artigiane, fra le restanti le valutazioni di esuberanza e scarsità manifestano segnali di scarsità marcati (-16% il saldo). La quota di aziende artigiane che dichiara di non tenere scorte è molto più elevata rispetto all’industria (66%) e omogenea tra le diverse classi dimensionali.
  • Le scorte di materie prime sono adeguate nel 52% dei casi, con una prevalenza, fra le restanti, dei giudizi di scarsità (-8,8% il saldo).
  • Si raffreddano le spinte inflazionistiche sui prezzi medi delle materie prime che registrano incrementi congiunturali del 3,1% per le imprese artigiane (contro il +6,9% di inizio anno). Anche i prezzi dei prodotti finiti rallentano la crescita arrivando al +0,3%.

Le aspettative degli imprenditori dell’artigianato imprenditori si addensano tutte nell’area negativa, con un peggioramento più intenso della domanda interna rispetto a quella estera, e della produzione rispetto all’occupazione. Il 50% degli intervistati prevede stabilità dei livelli per la domanda estera, il 62% per la domanda estera e l’86% per l’occupazione.

Quali allora le possibili piste di lavoro per provare a uscire da questo momento? Il Presidente Merletti le riassume in cinque aree di intervento , sottolineando “la necessità di un’assunzione di responsabilità condivisa, e l’ulteriore necessità di concentrarsi su pochi punti, sui quali far confluire i nostri sforzi, le nostre risorse e le nostre energie, pur con la consapevolezza che nel contesto esterno esistano vincoli non facilmente modificabili” . Ecco quali:

  1. Il ruolo delle istituzioni regionali. “La Lombardia svolge un ruolo politico: metta quindi sul piatto tutto il suo peso politico-economico perché le decisioni giuste vengano prese, in tempi il più possibile brevi. Queste scelte le deve garantire la politica, e il nostro ruolo di corpi intermedi comprende la responsabilità di spingere verso gli interventi che sappiamo essere realmente necessari per il bene comune”.
  2. L’accesso al credito. “In quest’ambito serve attivare tre fronti di azione . Il primo, favorire l’accesso al credito, privilegiando lo strumento del rafforzamento dei Confidi e lo sviluppo di una regionalizzazione dell’utilizzo delle risorse del fondo comune di garanzia attraverso il sistema dei Confidi. Il secondo, ridurre il costo del credito, calmierando il mercato dei tassi attraverso la riduzione del prezzo del credito a medio termine. Ancora, favorendo una collaborazione operativa tra Confidi e Finlombarda per testare percorsi di erogazione diretta del credito che possano integrare l’offerta del sistema bancario Il terzo, favorire lo sviluppo di una corretta gestione finanziaria, proponendo voucher da abbinare ad interventi finanziari agevolati, che possano favorire una maggiore consapevolezza di come si controllano le dinamiche finanziarie d’impresa”.
  3. L’istituto dell’apprendistato. “Consideriamo decisivo in materia di apprendistato un impegno straordinario di tutti i soggetti coinvolti perché esso possa trovare nella nostra regione pronta ed efficace attuazione. Ora abbiamo di fronte sei mesi in cui occorre che Regione e parti sociali si impegnino, ciascuno per ciò che gli compete, per creare le condizioni perché la norma diventi operativa. Non perdiamo questa importante opportunità” .
  4. Lavoro e coesione sociale. “Quello degli ammortizzatori sociali è uno strumento di cui c’è ancora un grande bisogno. Il prossimo passo crediamo sia quello di contemperare la salvaguardia del nostro tessuto produttivo con un utilizzo anche per il prossimo anno di questo strumento con politiche attive che favoriscano non solo la salvaguardia, ma anche il suo sviluppo”.
  5. Reti e aggregazioni d’imprese. “Regione Lombardia, con il bando Ergon e la nuova attenzione riservata al tema dell’aggregazione d’impresa e delle reti, ha dato un ottimo esempio di buon funzionamento della politica istituzionale. In questo contesto, il risultato positivo è stato raggiunto coinvolgendo attivamente i corpi intermedi in rappresentanza delle imprese, per poterne meglio raccogliere le istanze e leggere i bisogni: speriamo sia un modello di azione che verrà sempre più utilizzato anche in futuro”.

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