Consiglio UE approva ritardati pagamenti

Il 24 gennaio scorso il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato la nuova direttiva sui ritardati pagamenti che fissa termini specifici per il pagamento di fatture nelle transazioni commerciali.

Il termine standard di pagamento previsto per i contratti con la Pubblica Amministrazione è 30 giorni. Per quanto riguarda, invece, i contratti privati viene garantita la libertà contrattuale, a condizione che si giustifichino tempi di pagamento superiori ai 60 giorni. In caso di ritardo nel pagamento, per entrambe le tipologie di contratto, la direttiva stabilisce severe sanzioni, che per la PA si traduce in un tasso di interesse base maggiorato dell’8% sin dal primo giorno di ritardo.

I Paesi Membri avranno due anni per recepire nella normativa nazionale le nuove disposizioni, che si applicheranno anche al comparto edile. Desta, tuttavia, preoccupazione, la posizione che l’Italia ha assunto nel corso del Consiglio UE astenendosi dal voto per l’approvazione definitiva. In questa fase di difficile congiuntura economica, infatti, in cui la carenza della domanda e le difficoltà di acceso al credito stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di migliaia di imprese, soprattutto piccole e medie, il rispetto dei tempi di pagamento dovuto dalla P.A. riveste, un ruolo essenziale.

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