Convegno sull’apprendistato: una via privilegiata per entrare nel mondo del lavoro


23 febbraio 2010

In un Paese ai vertici delle classifiche europee per tasso di disoccupazione giovanile (a settembre 2009 gli under 25 disoccupati erano il 23,5%, posizionando l’Italia al terzo posto in Europa, dopo Spagna e Grecia), l’apprendistato potrebbe diventare per i giovani una via privilegiata di accesso al mondo del lavoro. Nel 2009 sono stati infatti il 53% ad aver continuato a lavorare in azienda al termine del periodo di apprendistato; e solo nell’11% dei casi la conclusione del rapporto è stata voluta dall’azienda.

Questo strumento, di recente rilanciato dal Governo con il Piano di azione Italia 2020 per l’occupabilità dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro, si rivela particolarmente efficace nelle aziende artigiane, dove nel 2008 (ultimo anno di rilevazione disponibile) erano presenti 218.344 apprendisti, circa un terzo del totale. Oltretutto, nella forma del diritto-dovere, l’apprendistato potrebbe diventare lo strumento più adeguato per aiutare a recuperare una parte consistente di quei 126.000 giovani coinvolti in Italia in fenomeni di dispersione scolastica.

Questo il quadro presentato lubedì 22 febbraio nel corso del convegno “Giovani e mercato del lavoro: ripartiamo dall’apprendistato”, organizzato a Milano presso il Palazzo delle Stelline da Confartigianato Imprese, in collaborazione con Adapt –Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali.

Tra gli intervenuti Michele Tiraboschi, Ordinario di Diritto del Lavoro all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e principale continuatore del lavoro avviato da Marco Biagi, che ha sottolineato come sia “necessario andare oltre la sola logica del contratto, per cogliere la reale valenza di questo istituto come strumento privilegiato di placement. Le imprese rivestono in questo senso il fondamentale ruolo di soggetto formatore, capace non solo di insegnare una professione, ma anche di educare al lavoro e al senso del lavoro”.

Giorgio Merletti

Un punto di vista, come hanno ribadito i vertici di Confartigianato Lombardia – il Presidente Giorgio Merletti e il Segretario Generale Vincenzo Mamoli“pienamente condiviso da Confartigianato, perché considera l’apprendistato non dal punto di vista formale, come troppo spesso è stato fatto fino ad oggi, ma nella sua vera sostanza, quella di uno strumento per la trasmissione del “saper fare” capac e di avvicinare giovani e imprese”.

Vincenzo Mamoli

 E proprio a questo scopo sono stati elaborati modelli concreti per gestire l’apprendistato professionalizzante, quali Formapprendista, uno strumento agile e rigoroso per la gestione diretta della formazione dell’apprendista da parte dell’impresa.

All’incontro è intervenuto anche il Segretario regionale della CISL Gigi Petteni, che ha sottolineato il valore strategico della bilateralità artigiana, una bilateralità però dinamica e propositiva.

L’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Gianni Rossoni ha confermato la volontà di Regione Lombardia di “individuare le strade migliori, a livello normativo e gestionale, per garantire un efficace inserimento dei giovani nel mondo del lavoro”. Particolare accento è stato posto sull’accordo recentemente sottoscritto tra Regione Lombardia e le confederazioni lombarde dell’artigianato, che prevede nel 2010 la sperimentazione dell’apprendistato in diritto-dovere di istruzione e formazione nelle aziende artigiane della Lombardia.

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