Convegno al Pirellone sul futuro degli operatori artigiani del restauro


12 febbraio 2010
Formazione e modalità di accesso alla professione restano le questioni aperte e da risolvere con urgenza per assicurare un futuro al settore del restauro e a chi vi opera: questo il messaggio emerso nel corso della mattinata di lavori del convegno che lo scorso 6 febbraio, al Pirellone, ha visto avvicendarsi interventi di rappresentanti Regione Lombardia, delle associazioni di categoria e degli istituti formativi, e che si è conclusa con un dibattito alla presenza del noto critico d’arte Philippe Daverio.

Una questione di tale attualità che ha visto ulteriori sviluppi nella giornata di ieri, con l’approvazione da parte della Commissione di un emendamento che estende al 31 luglio 2009 la data per il riconoscimento dei requisiti per l’accesso alla prova d’esame.

“Il dibattito su questi temi è fondamentale per difendere il lavoro di maestranze artigiane che operano da anni nel settore e sono chiaramente esperte nella loro professione, e che invece secondo le nuove modalità di accesso previste non avrebbero più la possibilità di operare. Ma ancora più importante è la volontà politica di intervenire concretamente per regolamentare la situazione: di fatto, 

Giuseppe Del Vecchio

purtroppo, manca un interlocutore che sia pronto a discutere le istanze che presentiamo”, ha spiegato Giuseppe Del Vecchio, responsabile del settore legislativo di Confartigianato, ripercorrendo quanto accaduto a partire dal 2001, attraverso tutti i ricorsi e gli emendamenti presentati in questi anni. “Oltretutto non basta intervenire sulla disciplina transitoria – ha concluso – ma è necessario intervenire sul codice stesso, per assicurare una corretta soluzione alla situazione in atto”.

Nel corso della mattinata di lavori è intervenuto anche Antonello Rodriguez dell’Assessorato all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, che ha presentato l’azione di Regione Lombardia, sottolineando come sia “necessario dare legittimazione agli attestati conferiti a chi ha frequentato i corsi promossi dalla Regione e finanziati con fondi comunitari” ed inammissibile che “la normativa introduca retroattivamente elementi ostativi per l’accesso alla professione”.

Vanda Franceschetti, docente di restauro all’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” di Como, ha ribadito come il percorso formativo previsto dal decreto “declassi la maggior parte delle scuole, che non sono nelle condizioni di avere le risorse richieste per raggiungere gli obiettivi richiesti dal Ministero. Se l’obiettivo della regolamentazione è quello di elevare il livello del restauro italiano – ha concluso – si tratta di una finalità pregevole, ma prima è necessario che vengano fornite le risorse e le condizioni per raggiungerla, in primis al mondo della scuola”.

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