Crediti delle imprese: il Governo studia soluzioni Il Presidente di Confartigianato Guerrini chiede immediata liquidità per gli imprenditori


27 aprile 2012

Ridare ossigeno alle piccole imprese soffocate dai ritardi di pagamento e dalle restrizioni creditizie. E’ l’obiettivo del Governo che il 19 aprile scorso ha convocato i vertici delle organizzazioni imprenditoriali e delle banche per trovare soluzioni all’emergenza dei crediti insoluti.

Le ipotesi indicate dal Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera prevedono un parziale sblocco di 20-30 miliardi messi a disposizione dalle banche per cominciare ad aggredire la mole di oltre 70 miliardi di debiti maturati dagli enti pubblici nei confronti delle imprese. Ma Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno espresso forti perplessità su come queste risorse potranno essere realmente e immediatamente incassate dagli imprenditori.

All’incontro del 19 aprile ha partecipato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini che non ha usato mezzi termini per mettere in chiaro le esigenze delle imprese e ha bocciato la proposta della cessione del credito ‘pro solvendo’, cioè quella in cui la banca anticipa il denaro all’impresa che però rimane garante del debito contratto dalla pubblica Amministrazione.

Giorgio Guerrini

‘Abbiamo chiesto con forza – sottolinea Guerrini – quella che per noi è la strada maestra, vale a dire la compensazione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione con i debiti delle imprese verso il Fisco. Se questo non sarà possibile, non accetteremo alcuna scorciatoia che penalizzi le imprese con aumento di burocrazia e di costi. Vogliamo invece che il debitore pubblica amministrazione sia obbligato a far fronte a suoi doveri. Tra i due soggetti in campo, Pubblica amministrazione che crea il problema e impresa che lo deve risolvere, non ci deve essere un mediatore, cioè la banca, che specula su questo problema’.

Di fronte alla netta posizione di Confartigianato, il Ministro Passera ha messo sul piatto un’altra soluzione, la certificazione formale dei propri debiti da parte dello Stato. Su questa ipotesi, Governo, banche ed imprese torneranno ad incontrarsi nei prossimi giorni. Con la speranza di riuscire a mettere nero su bianco un accordo che, finalmente, offra risposte chiare, rapide e concrete a chi attende da mesi o addirittura da anni di essere pagato dalla pubblica Amministrazione.

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