Cupla sulla manovra finanziaria:no a stangata pensionati

“Siamo consapevoli e pronti ad accettare i sacrifici che gli impegni assunti in sede europea ed il rigore dei conti pubblici impongono al nostro Paese, a condizione però che gli stessi siano equamente ripartiti e tengano nella dovuta considerazione la situazione dei pensionati e delle classi sociali più deboli”.

Questo il commento del CUPLA – Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo (costituito dalle Associazioni ed i Sindacati Pensionati di Confartigianato, Cna, Casartigiani, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confcommercio e Confesercenti) – alla recente manovra economica varata dal Governo.

Accogliendo l’invito del Presidente della Repubblica alla coesione, alla rapidità delle decisioni ed al dialogo tra le forze politiche e sociali, il CUPLA condivide l’obiettivo di giungere alla definitiva approvazione della manovra entro pochi giorni ma ribadisce nel contempo la assoluta necessità di rivedere alcune misure che rischiano di aggravare ulteriormente la già difficile situazione in cui versano le fasce deboli della popolazione gli anziani ed i pensionati.

A giudizio del CUPLA occorre, da un lato, attenuare significativamente il progettato sistema di blocco della scala mobile sulle pensioni – prevedendo in particolare soglie di operatività più elevate –, e ripensare gli annunciati tagli e tickets sulla sanità e sull’assistenza, dall’altro, con un taglio ai costi della politica più deciso ed incisivo reperire le risorse necessarie per garantire al Paese un modello di welfare più sostenibile ed inclusivo.

Il potere di acquisto delle pensioni diminuito del 30% negli ultimi 10 anni, i fondi delle politiche sociali ridotti del 76% negli ultimi 3 anni, l’azzeramento nel 2011 del fondo per la non autosufficienza, il taglio al numero dei posti letto e le giornate di degenza in ospedale, sono solo alcuni degli elementi che tracciano una situazione già fortemente critica per anziani e pensionati sulla quale il CUPLA richiama l’attenzione del Governo e del Parlamento affinchè  non sia ulteriormente ed ingiustamente aggravata.

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