DDL Lavoro, apprendistato vale come ultimo anno scuola dell’obbligo


22 gennaio 2010

Il Presidente di Confartigianato Guerrini:“Apprendistato rimedio al disadattamento scolastico e ponte verso l’occupazione”

“Basta con le finzioni che alimentano il disadattamento scolastico. Un anno di apprendistato per completare la scuola dell’obbligo permette ai giovani di maturare un’esperienza utile ad entrare nel mondo del lavoro. Senza dubbio molto più utile rispetto al parcheggio forzato nelle aule scolastiche”.

Con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini apprezza l’emendamento al Ddl lavoro, collegato alla Finanziaria, approvato oggi dalla Commissione Lavoro della Camera.

“L’emendamento – sottolinea Guerrini – risponde alle sollecitazioni di Confartigianato tese a rilanciare questo rapporto a causa mista, formazione e lavoro, grazie al quale i giovani hanno un’opportunità in più per inserirsi nel mondo del lavoro. Non è cosa da poco se si considera che l’Italia, tra settembre 2008 e settembre 2009, ha visto crescere il tasso di disoccupazione dei giovani under 25 dal 19,5% al 23,5%. Senza dimenticare che siamo al terzo posto in Europa per il più alto tasso di disoccupazione dei giovani under 25, preceduti soltanto da

Giorgio Guerrini

Spagna e Grecia.

Ancora più negativo il record italiano per il tasso di occupazione dei giovani under 29: siamo al penultimo posto tra i Paesi Ue con un valore del 39,3%, rispetto alla media europea del 51,2%”.

“L’apprendistato – aggiunge Guerrini – rappresenta il principale strumento di inserimento lavorativo nelle imprese artigiane attraverso un percorso di formazione e lavoro. Nel 2008 (ultimo dato disponibile) gli apprendisti nelle imprese artigiane erano 218.344, vale a dire circa un terzo rispetto al totale dei 640.863 apprendisti”.

 Inoltre, secondo il Presidente di Confartigianato, “la valorizzazione dell’apprendistato, secondo Confartigianato, può consentire a giovani di acquisire quelle competenze che le imprese non trovano sul mercato del lavoro”. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, infatti, nel 2009, nonostante la crisi, 1 impresa artigiana su 4 ha avuto difficoltà a reperire personale  qualificato. Con il risultato che lo scorso anno, rispetto ad un fabbisogno occupazionale di 93.410 persone, i piccoli imprenditori hanno dovuto rinunciare ad assumere il 25,1% della manodopera necessaria, pari a 23.446 persone.

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