Direttiva servizi, soddisfazione di Confartigianato per l’approvazione preliminare


12 gennaio 2010

Via libera del Consiglio dei Ministri alla traduzione italiana della direttiva europea sui servizi. La norma prevede importanti novità in termini di semplificazione, autorizzazione e accesso alla professione.

La Direttiva Servizi approvata in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 17 dicembre scorso, accoglie molte delle modifiche proposte da Confartigianato Imprese. La parola, ora, passa alla Conferenza Stato – Regioni e alle competenti commissioni di Camera e Senato, chiamate ad esprimere il proprio parere sulla traduzione italiana della direttiva europea sulla liberalizzazione e la semplificazione del mercato dei servizi.

Tre, in particolare, gli scenari legati all’artigianato modificati dalla direttiva.

A cominciare dal risultato più importante portato a casa da Confartigianato, la salvaguardia dell’esistenza e della partecipazione degli imprenditori alle Commissioni provinciali e regionali dell’artigianato.

Le prime versioni del decreto, infatti, prevedevano l’esclusione “degli organi collegiali” dal novero delle strutture abilitate al rilascio delle autorizzazioni per l’attività di servizi. In altre parole, la morte delle CPA.

Forte del ruolo propositivo e consultivo svolto dalle commissioni, però, Confartigianato ha fatto pressione affinché la partecipazione degli artigiani alle decisioni delle CPA e delle CRA rientrasse tra le eccezioni ammesse dalla Direttiva servizi, salvandole, di fatto, la missione originaria.

Un successo che Confartigianato ha potuto festeggiare insieme alla seconda importante vittoria conquistata nella definizione di quella che il Ministro Ronchi ha definito come “una vera e propria rivoluzione verso un mercato unico dei servizi”.

Grazie all’azione confederale, è stato allontanato lo spettro dell’abbassamento dei requisiti per l’accesso alla professione nei settori dell’acconciatura, estetica, tintolavanderia e alimentare.

Le novità per artigiani ed imprenditori non sono finite, però.

La direttiva servizi, infatti, prevede numerose iniziative volte a semplificare le procedure per l’autorizzazione all’avvio dell’impresa, a cominciare dalla definizione della DIA con avvio immediato come regola generale per chi vuole intraprendere un’attività nel campo dei servizi.

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