Documento Economia e Finanza, R.ete. Imprese Italia:’realistico ma troppo debole’


20 aprile 2011

“Se il pregio principale del Documento di Economia e Finanza è il realismo delle prospettive tracciate, il suo limite consiste nella mancata progettazione di azioni più incisive sullo sviluppo del Paese”.

Questo, in sintesi, il giudizio sul Documento di Economia e Finanza espresso il 19 aprile da Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), in occasione dell’Audizione alle Commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera.

Il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, intervenuto all’Audizione in rappresentanza di Rete Imprese Italia, pur condividendo e apprezzando chiarezza e rigore del DEF per garantire il pareggio di bilancio per il 2014, ha invitato il Governo a mettere in campo gli interventi necessari per rilanciare la competitività del Paese e sostenere lo sviluppo delle imprese. Il primo fronte di interventi sollecitati da Rete Imprese Italia riguarda la correzione dei conti pubblici da attuare riducendo i costi della politica e la spesa corrente della PA, valorizzando la sussidiarietà e semplificando il carico di adempimenti amministrativi sulle imprese con interventi più coraggiosi e di impatto immediato.

Cesare Fumagalli

Sul versante del fisco, Rete Imprese Italia chiede l’attuazione di un federalismo che responsabilizzi i livelli di governo locale senza aumentare il carico tributario, un più ampio progetto di riforma fiscale che porti alla riduzione del prelievo sul lavoro e sulle imprese e potenzi gli incentivi per ricerca e innovazione, una drastica semplificazione del carico di burocrazia fiscale.

Per rilanciare la competitività delle imprese, Rete Imprese Italia considera anche necessari la modernizzazione delle infrastrutture, interventi di liberalizzazione dei servizi pubblici e dei settori protetti, azioni in difesa delle imprese costrette a fronteggiare condizioni di illegalità.

In tema di mercato del lavoro, Fumagalli ha sottolineato l’importanza di un sistema contrattuale innovativo che valorizzi la bilateralità e la contrattazione decentrata e ha sollecitato riforme più incisive e coraggiose per eliminare le rigidità e per spostare l’asse degli interventi da politiche passive di stampo assistenziale a politiche attive di sostegno per chi cerca un’occupazione. Rete Imprese Italia sollecita tagli anche alla tassazione sul lavoro che è arrivata a livelli intollerabili e rappresenta un freno alla competitività delle imprese. Inoltre, chiede di affrontare con urgenza la questione del mantenimento del livello di competenze e conoscenze di imprese e lavoratori. A questo proposito, Fumagalli ha auspicato che la riforma dell’apprendistato valorizzi l’impresa come luogo formativo, riconoscendone il valore educativo di trasmissione di saperi connessi ai processi lavorativi. Per evitare il rischio di un uso marginale dell’apprendistato, secondo Fumagalli c’è bisogno di rilanciare e reinvestire sul raccordo scuola-lavoro-impresa.

Apprezzabili, a giudizio di Rete Imprese Italia, gli interventi sulla riforma pensionistica ma occorre  un sostegno maggiore alla previdenza complementare.

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