Edilizia – Chiavenna ‘Valorizziamo le imprese e i lavoratori del territorio

Seduta straordinaria a Chiavenna. Dal Direttivo provinciale di ANAEPA – Confartigianato Edilizia forti segnali di preoccupazione ma nessuna rassegnazione. Panizza e Abram “Valorizziamo le imprese e i lavoratori del territorio.”

Si è svolto lo scorso il 24 aprile scorso a Chiavenna il consiglio direttivo di Anaepa-Confartigianato Edilizia Sondrio. Il Consiglio Direttivo – attivo in seno a Confartigianato Imprese Sondrio – è composto dai rappresentanti delle imprese

Paolo Panizza
Paolo Panizza

artigiane e delle piccole imprese operanti nel settore delle costruzioni di tutta la provincia di Sondrio ed è presieduto dal tiranese Paolo Panizza.

Diversi i temi affrontati nel corso del direttivo provinciale riunitosi in via straordinaria a Chiavenna: dalla congiuntura ancora molto difficile, ai rapporti in seno agli enti bilaterali del comparto ed alle problematiche sindacali in senso stretto, fino ad arrivare all’evoluzione storica del comparto ed agli scenari futuri.

L’attenzione del Direttivo si è concentrata anche sulla non facile situazione a livello locale contrassegnata dalla scarsità di investimenti in opere pubbliche a cui si aggiunge una generalizzata disattenzione delle stazioni appaltanti verso le proposte – più volte veicolate in questi mesi dalla categoria – di incentivare e valorizzare le imprese del territorio.

La scelta di riunire il Direttivo provinciale a Chiavenna non è stata casuale ma risponde ad una precisa volontà del Direttivo di far sentire la propria voce in un comprensorio che nell’ultimo anno ha visto crescere in modo preoccupante i casi di appalti pubblici affidati a imprese non del territorio.

“Va inoltre messo in luce – come ha sottolineato il Presidente Anaepa-Confartigianato Edilizia Sondrio, Paolo Panizza – che le imprese edili della Valchiavenna al pari di quelle della zona di Tirano, devono scontare un altro gap aggiuntivo legato al fenomeno della perdita di maestranze qualificate attratte dalla vicina Svizzera”.  

La battaglia sugli appalti a chilometro zero non è una difesa delle sole imprese locali ma un’esigenza sentita anche da parte di chi vuole evitare perdita di posti di lavoro e di significative esperienze da parte delle maestranze. Le piccole imprese che operano nel settore dell’edilizia sono in provincia circa 1800 e danno lavoro a circa 4100 addetti; senza contare l’indotto (impiantisti, legno, affini, etc) composto da almeno 1500 imprese. Siamo di fronte complessivamente a circa 2800 imprese.

Nonostante gli strumenti messi a disposizione della Pubblica Amministrazione da parte del nuovo Codice dei Contratti pubblici, in vigore da ormai due anni, gli Enti non solo non hanno colto le opportunità ma ad oggi sono per lo più ancorati ad un vecchio e miope “modus operandi” e a prassi che si ripercuoto sul  tessuto imprenditoriale del mondo edilizio e dell’ingente indotto.

“Il Codice degli Appalti – prosegue Panizza –  consente alle Stazioni Appaltanti l’approvazione di un “Regolamento” per l’affidamento dei lavori e dei servizi sotto la soglia comunitaria. Nel rispetto degli indirizzi della Comunità Europea e nel rispetto dei principi di libera concorrenza, imparzialità e trasparenza, tramite l’adozione del Regolamento sarebbe possibile valorizzare le imprese del territorio, soprattutto in aree fragili come quelle di montagna, dove lo sviluppo economico e sociale passa tramite un’attenta politica di conservazione e di tutela altrimenti destinata ad impoverirsi a vantaggio dei centri urbani e finanziari. Sempre nell’ottica di una razionalizzazione delle spese e della burocrazia, altro grande ostacolo per micro attività, la soluzione suggerita dal nuovo Codice è la creazione di una Stazione Unica Appaltante presso la Provincia, della quale spesso si è parlato con gli Amministratori ma della quale ancora non vi è traccia”.

Le comunità locali hanno bisogno di investimenti nelle attività prettamente legate al territorio come le micro attività, permettendo così non solo la sopravvivenza del territorio ma per garantire condizioni di sviluppo per le future generazioni.

“L’edilizia – ha aggiunto Roberto Abram,  Vice Presidente del Direttivo – rimane l’unico vero volano per la ripresa economica locale ed è dovere delle pubbliche amministrazioni dare un segnale forte per tutto il territorio. L’auspicio è che non si debba aspettare ancora troppo tempo prima che gli amministratori agiscano con il giusto buon senso e la necessaria attenzione nei confronti di un’istanza sentita da ampie fette dell’opinione pubblica. Occorre fare il possibile per far si che le risorse rimangano sul territorio”.

Confartigianato Imprese Sondrio si batte da tempo per il cosiddetto “chilometro zero” negli affidamenti degli appalti nella convinzione che le piccole imprese sono una risorsa del territorio e creano occupazione e sorprende che accanto alle Associazioni di categoria come Confartigianato non vi siano altri soggetti che si assumono storicamente il ruolo di paladini del lavoro.

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