Edilizia, patente a punti: Anaepa dice no all’accordo


5 settembre 2011

A distanza di due anni dell’entrata in vigore del Testo Unico sulla Sicurezza (Dlgs 81/2008), che prevede, tra l’altro, l’introduzione della patente a punti in edilizia, il Ministero del Lavoro ha invitato le parti sociali a sottoscrivere un avviso comune quale base da assumere per l’emanazione del previsto decreto legislativo in materia.

La patente a punti in edilizia (di cui all’art. 27 del TU) si inquadra nell’ambito di un più generale sistema di qualificazione a valere per le imprese e lavoratori autonomi del settore e si basa sull’assegnazione di punti iniziali e su un meccanismo di decurtazione di punteggio a seguito della violazione delle norme di sicurezza nei cantieri.

Per violazioni tecniche e amministrative le decurtazioni saranno più lievi, mentre saranno applicate maggiori sanzioni in caso di infortunio di un lavoratore. Una volta esauriti i punti, l’azienda non potrà più operare sul mercato; per recuperare la patente il titolare dovrà frequentare appositi corsi formativi, cui seguirà l’accertamento di tutti i requisiti previsti per il rilascio dei punti necessari per l’esercizio dell’attività. Sono previsti, inoltre, misure premianti, anche in termini di riduzione di premi INAIL per le imprese che nel tempo non avranno commesso infrazioni alle norme di sicurezza.

Il confronto avviato tra le parti sociali dell’edilizia ha visto tra i protagonisti anche l’ANAEPA che, pur condividendo la finalità di migliorare la sicurezza nei cantieri, ha manifestato fin da subito le proprie perplessità di fronte ad alcune proposte, quali l’estensione della patente a tutte le imprese operanti nella filiera delle costruzioni (compresi gli impiantisti) e su alcuni aspetti di merito ritenuti penalizzanti per la piccola impresa e per i lavoratori autonomi, soprattutto nella fase di assegnazione di punteggio iniziale e nel sistema delle decurtazioni.

Per tali motivi l’ANAEPA, valutando che non sussistevano le condizioni per la prosecuzione della trattativa su tali impostazioni, con l’autorevole avallo della Confederazione, ha ritenuto di dover sospendere la propria partecipazione al tavolo del confronto. L’ANAEPA e la Confederazione, quindi, hanno rappresentato tale posizione al Ministero del Lavoro, dichiarando di poter riprendere le fila del ragionamento in futuro, su basi diverse, che tengano maggiormente conto delle specificità delle imprese artigiane.

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