Filo diretto con Fulvio Sosio:’Guardare avanti con preoccupazione ma con la determinazione di sempre’


12 febbraio 2013

Associarsi significa trarre beneficio e contribuire alle numerose ed urgenti battaglie da fare

Fulvio Sosio è presidente della Sezione di Bormio di Confartigianato Imprese Sondrio, una realtà dinamica che conta circa 400 imprese iscritte, con una forte predominanza nel settore edile che qui è forse più trainante che altrove. Fulvio Sosio, forte della sua esperienza di amministratore comunale, come artigiano di lungo corso e uomo appassionato di politica, ha una visione del presente a tutto campo.

Lei è parte significativa dell’artigianato locale da molto tempo. Quando è nata la sua attività?

Ho ereditato la falegnameria direttamente da mio padre e con i miei fratelli ho svolto 41 anni di attività, posso dire di aver vissuto sulla mia pelle le gioie e i dolori del fare impresa in un contesto particolare come quello dell’Alta Valtellina. Sono riuscito ad avvicinare anche i miei figli al mondo dell’artigianato, con loro siamo alla terza generazione di falegnami. Un bel traguardo, tagliato il quale, guardiamo avanti con determinazione anche se con qualche preoccupazione in più.

Presidente, quali sono le caratteristiche delle imprese e del territorio che rappresenta?

In Alta Valle, dopo il settore del turismo al quale siamo indubbiamente legati, il settore dell’Artigianato, sia in termini di unità lavorative che di prodotto interno lordo è una grande realtà che ha contribuito e contribuisce allo sviluppo socio economico del nostro territorio. Sono aziende che coinvolgono anche tanti giovani, hanno un forte contenuto tecnologico e di innovazione ma soprattutto hanno voglia di fare e fare bene. Queste imprese vivono e operano in un territorio bellissimo e pieno di risorse naturali che oggi, con il concorso di tutte le realtà presenti sul territorio, in un grande gioco di squadra, vanno organizzate in maniera che, alla faccia della crisi esistente e persistente, possano vivere e trarre profitto da questo meraviglioso territorio senza intaccarne le bellezze e la sua vivibilità. Purtroppo questa crisi è arrivata anche qui con qualche anno di ritardo rispetto ad altre realtà lombarde, e cominciano ad essere in crisi le aziende legate al settore edile, non sono state fatte scelte oculate e lungimiranti dalla politica locale per il passato ed ora ci troviamo in difficoltà nel presente. Teniamo conto che viviamo in un territorio ristretto con un mercato ristretto e che le possibilità di uscire verso l’esterno oggi sono difficoltose e impegnative.

L’annoso problema dei collegamenti con Milano e la pianura.

Si, noi siamo penalizzati da una cronica assenza di infrastrutture, che penalizzano sia l’Artigianato che il Turismo. Non abbiamo un collegamento con Milano e la pianura degno di tal nome. Almeno quindici anni

Fulvio Sosio

fa andavano realizzate le tangenziali di Morbegno e Tirano in modo da alleggerire e snellire il traffico soprattutto turistico, la ferrovia funzionava meglio decenni addietro, i collegamenti con gli aeroporti sono praticamente inesistenti, come si fa a coniugare Artigianato e sviluppo in queste condizioni.

Quindi una politica miope ha portato il territorio su un binario morto.

Questa è purtroppo la realtà anche se responsabilmente noi facciamo e faremo la nostra parte per migliorare le cose, purtroppo in questo momento di difficoltà, dobbiamo affrontare altri problemi non meno gravi. Innanzitutto la tassazione attuale da parte dello stato è a livelli indecenti, non pensavo di arrivare dopo 40 anni di duro lavoro a lavorare praticamente per nulla. Aggiungiamo le tasse locali, le addizionali varie, una burocrazia inutile e asfissiante che fa perdere decine di giornate all’anno ad ogni azienda più i costi per la contabilità.

L’accesso al credito nonostante gli sforzi delle banche del territorio, di ArtigianFidi Provincia e Camera di Commercio rimane un problema quotidiano, aggiungiamo anche la difficoltà nel recupero dei crediti. Tutto ciò costringe le imprese a non investire più in tecnologia perché non c’e liquidità a disposizione. Se tra 4/5 anni avremo la fortuna di uscire da questa crisi, rischiamo di avere imprese decotte e non in grado di ripartire.

Che rapporti avete con le amministrazioni locali?

E’ una domanda alla quale rispondo volentieri, il rapporto con le amministrazioni comunali di riferimento, la comunità montana, sono e rimangono una priorità della mia presidenza, ringrazio i sindaci per la loro disponibilità al dialogo, al confronto e alla collaborazione, li ringrazio per il loro contributo economico dove possibile in un momento così difficile anche per loro, ultimamente hanno dovuto fare nei nostri confronti anche scelte impopolari come l’applicazione dell’IMU alle imprese ma siamo consapevoli che non sono responsabilità imputabili a loro ma ad uno stato arpia che spreca e spende male e poi si rifà sui comuni e sui poveri sindaci. Da parte mia e dell’associazione, il nostro sostegno e l’augurio di una continua collaborazione.

Se dovesse consigliare ad un giovane di fare/non fare l’artigiano, cosa gli direbbe?

Il quadro che ho illustrato non è dei migliori ma i giovani hanno una vita davanti che è una ricchezza immensa, nelle aziende c’e spazio soprattutto per i giovani e ciascuno deve crearsi il suo. Abbiamo bisogno di giovani qualificati e figure che una volta non c’erano. Oggi i giovani hanno dimestichezza con l’informatica, conoscono le lingue ed hanno la possibilità di viaggiare e conoscere molto di più di quanto ha fatto chi come il sottoscritto, è ormai al capolinea. Il mio consiglio è di avvicinarsi al mondo dell’artigianato giocando queste carte vincenti nelle nostre aziende.

Come presidente di una sezione di Confartigianato imprese di Sondrio e come imprenditore, consiglierebbe ad un giovane che apre un’attività di associarsi?

Questo periodo chiama chiunque abbia delle responsabilità ad un cambiamento profondo. Imprese, politici locali e non, associazioni di categoria. Il mondo sta cambiando e anche noi dobbiamo farlo. A mio giudizio Confartigianato sta orientandosi sempre più verso il servizio alle imprese associate e questo mi spinge a dire che conviene associarsi per trarre beneficio e contribuire alle numerose ed urgenti battaglie da fare.

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