Filo diretto – Incentivi veri e non “zuccherini” a chi ha il coraggio di investire


19 ottobre 2012

L’analisi della Presidente della Categoria “Servizi e Varie” Nicoletta Scieghi

Il punto della situazione di Nicoletta Scieghi, Presidente della categoria “Servizi e Varie”, che annovera una molteplicità di mestieri ed indirizzi fra cui le imprese di pulizie, le tipografie, i fotografi, gli odontotecnici, i fioristi. “Il quadro è sconfortante e le categorie di cui mi occupo in prima persona non sono esenti dalla crisi e neanche dalle pesanti conseguenze che gravano su ciascun artigiano. è una sorta di circolo vizioso che prende avvio dalla criticità complessiva che si concretizza in un calo progressivo ed inesorabile della domanda”.

Allora anche per voi il telefono squilla sempre meno?

Proprio così. Accanto alla preoccupazione sta crescendo una sorta di ansia perché non si vede alcuno spiraglio. Si tirano le somme e i conti non tornano. E quand’anche arriva la richiesta di prestazioni lavorative, con il pretesto che c’è poco lavoro, viene puntualmente domandato un ribasso. Tutti vogliono lo sconto, perché sanno che l’impresa fatica a dire di no.

Questo vale per tutte le imprese della mia categoria. Siccome gli sconti vanno concessi per poter lavorare, è evidente che a fine anno le imprese registreranno un calo del fatturato e dei margini, con tutte le conseguenze del caso, perché i costi rimangono inalterati.

E sul fronte del credito?

Altro tasto dolente. In tempi neppure troppo lontani anche gli istituti di credito locali si caratterizzavano per la loro attenzione alla realtà economica e, sotto il profilo del credito erano “generose”. In questa fase delicatissima l’impressione è che i cordoni delle banche si siano in qualche modo stretti. È il cane che si morde la coda, un circolo vizioso aggravato ulteriormente dagli interventi di politica economica a livello centrale, con una politica fiscale opprimente e un costo del lavoro che non accenna a diminuire. Ciò lo riscontro quotidianamente parlando con i miei associati. Il copione è sempre lo stesso. Tra l’altro non parlo di persone abituate a lamentarsi, ma semmai cresciute nella cultura del lavoro, pronte al sacrificio, ma anche alle gratificazioni che ora sentiamo venire meno. Questa situazione vale per le imprese della mia categoria che hanno come clienti altre imprese ma anche con chi ha come clienti il privato cittadino.

Ma c’è qualcuno che, nonostante la crisi, guarda oltre e frequenta ancora la parola “investimento”?

Certamente, il coraggio non ci manca. Sono numerosi gli artigiani che a costo di sacrifici di ogni genere stanno facendo investimenti nelle aziende, fiduciosi che il mercato si riprenda. Le imprese andrebbero incoraggiate con degli incentivi sostanziosi, non “zuccherini”.  Che i comportamenti si vadano trasformando rispetto al passato lo si evince dalla voce Crediti. Fino a poco tempo fa, onorare i propri debiti era un motivo di orgoglio e, dalle nostre parti, il concetto di recupero crediti era limitato a casi sporadici. Ora non sono venuti meno l’onore e l’impegno morale, ma quando la cassa piange anche in Valtellina e Valchiavenna non si possono fare miracoli.

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