Fondo di garanzia delle PMI: secondo Guerrini non bisogna stravolgere le sue modalità di funzionamento

“No a stravolgimenti della missione e delle modalità di funzionamento del Fondo di garanzia per le Pmi che rischierebbero di annullarne l’efficacia”.

A dirlo è Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti), il quale, in vista dell’ipotesi di interventi sul Fondo di garanzia per le Pmi nel decreto sviluppo, avverte: “Non facciamo deragliare un treno in corsa. Negli ultimi due anni il volume dei prestiti garantiti dal Fondo centrale di garanzia per le PMI è cresciuto in misura molto rilevante evidenziando una funzione anticiclica a sostegno dell’economia reale”.

Giorgio Guerrini

“Ora – sottolinea Guerrini – il Fondo non deve essere utilizzato come strumento settoriale di politica industriale, favorendo solo alcuni settori e tipologie di imprese a scapito di altre. Così come non va depotenziato il canale di controgaranzia prestato ai Confidi che, al contrario andrebbe rafforzato, ad esempio, elevando la riserva per le operazioni dal 30 al 50%”.

Un altro rischio da evitare – secondo il Presidente di Rete Imprese Italia – consiste nell’aumentare oltre l’importo di 1,5 milioni di euro la somma garantita dal Fondo per ciascuna impresa. In questo modo si concentrerebbero eccessivamente le risorse su poche grandi operazioni. Al contrario, proprio per aumentare il numero di imprese beneficiarie e, contemporaneamente, minimizzare il rischio, favorendo una migliore diversificazione dei rischi assunti da parte del Fondo, è ragionevole ridurre l’importo massimo garantito per impresa a 1 milione di euro, almeno per alcune tipologie di finanziamento”.

“Ci auguriamo – conclude Guerrini – che venga preservata la funzione del Fondo, strumento utile per favorire l’accesso al credito da parte delle Pmi”.

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