Fumagalli, Confartigianato:“Piena condivisione parole Ministro Sacconi:insegniamo ai giovani l’arte del saper fare”

 

Cesare Fumagalli
Cesare Fumagalli

Il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli apprezza e condivide l’invito “a riscoprire la manualità e a rivalutare l’istruzione tecnica e professionale” rivolto oggi dal Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ai giovani che cercano lavoro.

 “Per avvicinare i giovani alle attività artigiane – sottolinea Fumagalli – occorre creare un rapporto più stretto tra scuola e aziende, valorizzare la formazione professionale, rilanciando l’apprendistato quale strumento formativo fondamentale per trasmettere il ‘saper fare’ e per inserire i giovani nel mondo del lavoro. E, soprattutto, bisogna educare i giovani ad avere la ‘testa nel cuore’, a riscoprire i valori della creatività e dell’arte del lavoro”.

“Che le piccole imprese siano un importante serbatoio di occupazione stabile e qualificata, soprattutto per i giovani – fa notare ancora Fumagalli – è confermato dal fatto che investono molto tempo e molto denaro per formare i neo assunti: per insegnare il mestiere ai nuovi dipendenti ogni anno dedicano 103 milioni di ore e spendono 1,6 miliardi. Anche grazie a questo impegno, nelle piccole imprese la quota di lavoratori con contratti a tempo indeterminato è del 90,7%, a fronte della media nazionale delle imprese dell’86,4%. Nelle imprese artigiane, i contratti di apprendistato nel 70% dei casi si trasformano in assunzione a tempo indeterminato”.

Fumagalli fa rilevare che “nonostante la crisi, l’artigianato può offrire opportunità di occupazione stabile e qualificato. Ma, secondo nostre rilevazioni, 1 imprenditore su 4 non riesce a reperire le figure professionali di cui ha necessità”.

Motivo principale, denunciato dal 43,2% degli imprenditori, è la difficoltà a trovare personale qualificato o con una precedente esperienza lavorativa specifica. Al secondo posto tra le cause della difficoltà di reperimento di manodopera nell’artigianato, lamentato dal 23,5% degli imprenditori, vi è la mancanza di strutture formative adeguate. Un dato che sottolinea l’attuale distanza tra il mondo del lavoro e le scuole professionali, e più in generale con il sistema della formazione. Al terzo posto nella classifica delle difficoltà a trovare personale, il 14,8% degli imprenditori denuncia la scarsa disponibilità ad orari e mansioni flessibili manifestata dai lavoratori.

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