I restauratori chiedono al ministro Bondi sei mesi di proroga ed un tavolo per scrivere le nuove regole


11 dicembre 2009

“Caro Ministro Bondi, per i restauratori non bastano due mesi di proroga, ma ne servono almeno sei.

Dobbiamo avere il tempo necessario a rivedere e riscrivere le norme di accesso alla professione.

Per questo chiediamo di aprire subito un tavolo di confronto tra le Associazioni dei restauratori ed il Ministero dei Beni Culturali per ridiscutere l’impianto dei criteri di qualificazione che, di fatto, se applicati escluderebbero dal mercato moltissimi operatori oggi in attività”.

Questa è la richiesta che, congiuntamente, Confartigianato, Cna e Casartigiani,  rivolgono al Governo.

“Le regole contenute nel Codice dei beni culturali, se non modificate – sottolineano – rappresenterebbero un attacco alla competenza ed al saper fare di migliaia di restauratori artigiani, eredi naturali di una secolare tradizione che non ha eguali al mondo. Una sola domanda: senza queste mani e questa esperienza, chi si occuperà della conservazione del nostro patrimonio artistico, bandiera della cultura e della storia italiana nel mondo?”.

“Caro Ministro Bondi, i restauratori italiani sono giustamente preoccupati per una normativa che può arrecare danni rilevanti. Per questo molti, anche con il nostro supporto, si sono rivolti alla magistratura amministrativa per un esame anche  della legittimità di queste regole che dovrebbero traghettare il settore in un scenario del tutto nuovo. Mercoledì sedici dicembre potranno esserci le prime risposte.”

Accanto a questo, Confartigianato, Cna e Casartigiani, dopo aver promosso varie iniziative di supporto e tutela degli operatori, hanno aperto un confronto con tutte le forze parlamentari che hanno dimostrato sensibilità su questi temi. Un confronto che, a maggior ragione, verrà mantenuto aperto soprattutto nei prossimi mesi.

Il primo appuntamento in agenda è un’iniziativa pubblica che si svolgerà a Roma la prossima settimana e che servirà ad illustrare in dettaglio tutti i problemi che pesano sul settore e le contromisure necessarie.

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