Il Governo cerca soluzioni contro i ritardi di pagamento


13 aprile 2012

Il Governo sta lottando contro i vincoli di finanza pubblica per tentare di risolvere uno dei problemi che mette in ginocchio gli imprenditori: i ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione.

Un vero e proprio dramma che Confartigianato chiede di affrontare con interventi immediati e straordinari, come la compensazione tra i crediti vantati nei confronti degli Enti pubblici e le imposte da pagare al fisco.

Secondo la Confederazione, questa misura potrebbe allentare la catena perversa che soffoca le piccole imprese e che è fatta di clienti che non pagano, come gli Enti pubblici, credito sempre più difficile da ottenere, pressione fiscale e burocratica sempre più elevata.

Intanto, la prima mossa per tentare di saldare i debiti maturati verso le imprese, il Governo l’aveva compiuta a gennaio con il decreto CresciItalia che prevede uno stanziamento di 5,7 miliardi. Di questi, 2 miliardi sono utilizzabili per rimborsi alle imprese attraverso titoli di Stato e 2,7 miliardi sono destinati alle compensazioni di crediti d’imposta.

Un primo segnale che, però, lascia pressoché inalterata la mole di quasi 100 miliardi di crediti insoluti accumulati in questi anni dalle imprese.

E proprio per certificare la quantità di denaro atteso dalle aziende, si è messa al lavoro una task force composta da esperti del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Economia e della Ragioneria Generale dello Stato. Una volta messe a fuoco le cifre, l’Esecutivo cercherà la strada per restituire i soldi agli imprenditori. Ma non è facile perché sulla restituzione delle somme da parte degli Enti pubblici incombono i vincoli del patto di stabilità che bloccano le spese delle Amministrazioni.

Insieme al Governo, si sta muovendo anche il Parlamento. La scorsa settimana ha approvato la cessione ‘pro solvendo’ del credito. In pratica, un’azienda che attende i soldi da un ente pubblico potrà cedere il suo credito ad una banca che a sua volta si rifarà sulla Pubblica amministrazione. Un meccanismo in apparenza efficace se non fosse che l’impresa rimane garante della solvibilità dell’Ente pubblico e quindi responsabile di eventuali inadempienze nei confronti della banca. In ogni caso, il meccanismo, approvato dal Senato all’interno del decreto sulle semplificazioni fiscali, deve ora passare al vaglio della Camera e, una volta convertito in legge, servirà un decreto del Ministero dell’Economia perché possa essere applicato.

Quindi tempi lunghi che mal si conciliano con l’emergenza vissuta dalle imprese e con l’urgenza di affrontare il problema anche per il futuro.

Confartigianato continua infatti a chiedere il recepimento della direttiva europea che fissa a 30 giorni il termine di pagamento nelle transazioni tra imprese e pubblica amministrazione. La scadenza per attuare in Italia la direttiva è fissata a marzo 2013.

A mettere fretta al Governo è proprio Bruxelles. Pochi giorni fa il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani è arrivato a minacciare una procedura d’infrazione a carico del nostro Paese per il mancato recepimento della direttiva nei tempi stabiliti dall’Unione europea.

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