Il Governo vara la legge di stabilità


23 ottobre 2015

Verso la riduzione del peso fiscale ma serve più determinazione nella riduzione della spesa pubblica improduttiva.

La Legge di stabilità è stata varata dal Governo ed ora la parola passa al Parlamento.

Inutile dire che i segnali concreti di riduzione del peso fiscale così come quelli legati agli incentivi per le imprese, sono stati accolti con favore da parte delle imprese artigiane.

La manovra di finanza pubblica contiene alcune delle richieste che da tempo rivolgiamo al Governo sia durante le nostre pubbliche manifestazioni sia durante le audizioni con i ministeri economici. Alcune misure sono coerenti con i timidi segnali di ripresa pur comprendendo che la promessa di tagliare le tasse deve fare i conti con i vincoli europei del patto di stabilità. E’ il caso ad esempio del taglio dell’Ires già dal 2016 per il quale occorre attendere il via libera di Bruxelles. In ogni caso in attesa del confronto parlamentare i capitoli annunciati dal Governo toccano direttamente la vita degli imprenditori artigiani.

Un primo giudizio positivo va senza dubbio nell’aver evitato l’aumento dell’Iva che avrebbe soffocato la flebile ripresa dei consumi. Un apprezzamento va senza dubbio all’incremento della franchigia IRAP, imposta quest’ultima che abbiamo definito fin dalla sua nascita odiosa e ingiusta.

Per noi rappresentanti delle microimprese artigiane un plauso va alla revisione del regime forfettario dei “contribuenti minimi” e alla possibilità di recuperare immediatamente l’IVA sui crediti insoluti. Quest’ultimo purtroppo è diventato – nostro malgrado – un tema di attualità per molte imprese.

Non possiamo che accogliere con assoluto favore la misura chiesta a gran voce per gli ottimi risultati dati in questi anni nel settore delle costruzioni : ci riferiamo ai bonus fiscali per le ristrutturazioni edili, mobili compresi, e le riqualificazioni energetiche degli edifici. Ricordo che a questi ultimi  provvedimenti ci si è ispirati a livello locale per il “Progetto Casa 2015”.  Un giudizio positivo merita il provvedimento volto a prevedere un piano di super ammortamento per favorire gli investimenti da parte delle imprese in macchinari. Sul fronte del lavoro arriva la conferma dell’esonero contributivo per incentivare le assunzioni o le trasformazioni a tempo indeterminato, anche se con una quota progressivamente ridotta.

In occasione degli incontri con il Governo erano state richieste altre misure decisamente importanti per le piccole imprese che però non sono state contemplate dal Governo a cominciare dalla deducibilità totale dell’IMU sugli immobili strumentali ed altre misure già contemplate nella Delega fiscale come la possibilità di tassare ad aliquota proporzionale IRES gli utili non prelevati perché reinvestiti in azienda oppure per i soggetti in contabilità semplificata l’opportunità di pagare le tasse solo dopo l’incasso delle fatture.

A giugno, il Governo si era impegnato ad inserire queste misure proprio nella Legge di Stabilità. Una promessa però disattesa che come Confartigianato chiediamo sia onorata.

In conclusione si può dire che la Legge di Stabilità nell’attuale versione dimostra che finalmente si è compreso che l’unica strada per rafforzare i timidi segnali di ripresa non può che essere quella di ridurre la pressione fiscale alle imprese e alle famiglie. Ovviamente per fare questo è necessario ridurre la spessa pubblica improduttiva e su questo capitolo l’azione del Governo appare ancora troppo poco incisiva. L’impegno come Confartigianato proseguirà anche nei prossimi giorni quando la Legge di Stabilità sarà discussa nelle sedi parlamentari.

di Gionni Gritti 

Presidente Confartigianato Imprese Sondrio

Membro della Giunta Nazionale di Confartigianato

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