Il Presidente Mattarella alla 70^ assemblea di Confartigianato


1 luglio 2016

Merletti: troppa burocrazia e troppe tasse frenano lo sviluppo

Giorgio Merletti presidente nazionale di Confartigianato Imprese ha aperto martedì scorso all’Auditorium della Conciliazione di Roma l’Assemblea annuale di Confartigianato Imprese di fronte ad una partecipata platea di artigiani e a numerosi rappresentanti delle istituzioni. Più di duemila i presenti. Ai lavori ha partecipato anche una significativa rappresentanza di Confartigianato Imprese Sondrio (nella foto) guidata dal presidente provinciale Gionni Gritti.

Giorgio Merletti

Giorgio Merletti

L’evento ha avuto quest’anno un significato particolare grazie alla partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Accanto al Capo dello Stato hanno assistito ai lavori la Presidente della Camera, Laura Boldrini, e la Vice Presidente del Senato, Valeria Fedeli.  Per il Governo, oltre al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti intervenuto dopo il presidente Merletti, era presente il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Quasi 2000 i delegati del sistema Confartigianato arrivati da tutta Italia per celebrare i 70 anni di attività.

Il Presidente Giorgio Merletti, ha passato in rassegna i nodi cruciali che oggi soffocano le imprese italiane.

“Nel 1946 – ha esordito Merletti nella sua relazione – le prime associazioni locali di mestiere si mettevano insieme per dare vita alla nostra Confederazione. Un Sistema che innervava il territorio nazionale fungendo da tessuto connettivo e che era in grado di dare solidità e qualità alla spinta produttiva che stava appena ricominciando. Nasceva così dal basso un corpo intermedio che sarebbe stato protagonista della vita del Paese, con responsabilità, competenza e impegno. Eravamo noi, Confartigianato”,

L’attualità politica ed economica non porta buone notizie.- ha proseguito il Presidente – la recente decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Unione Europea ha gettato nel panico le borse europee e calato nell’incertezza il futuro comunitario. Soprattutto, però, ha messo a nudo i limiti di una comunità troppo lontana dalla realtà. “È questa Europa troppo burocratica, incapace di muoversi in modo coeso, lontana dalle aspettative degli Stati e dei popoli, che deve cambiare e diventare un’Europa veramente unita, solidale, democratica, capace di far valere peso economico e ruolo politico sulla scena mondiale”, ha detto senza mezzi termini il Presidente Merletti.

L’Italia continua ad offrire più ostacoli che opportunità alle micro e piccole imprese. A cominciare dal cuneo fiscale sul lavoro dipendente, che ha raggiunto il 49%, e da un fisco che ruba tempo e denaro agli imprenditori.

“Le misure adottate nell’ultimo anno per attenuare il carico tributario sulle imprese sono un segnale positivo. Ma non bastano. Perché lo spread fiscale tra Italia ed Europa è sempre troppo elevato: 28 miliardi nel 2015. In pratica, i cittadini italiani pagano 461 euro di tasse in più all’anno rispetto alla media europea. E il total tax rate, cioè la somma di tutte le imposte e tasse pagate dall’impresa al lordo dei profitti, è pari al 64,8%, il più alto in Europa”, ha denunciato Merletti.

Inevitabile un passaggio sul difficile rapporto tra credito e piccole imprese. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, in quattro anni i finanziamenti agli artigiani sono diminuiti di 11 miliardi di euro. E sul fronte del Fondo centrale di garanzia, le notizie non sono migliori.

“Se davvero si vogliono sostenere le piccole imprese, è anche tempo che l’attività del Fondo centrale di Garanzia ritorni ad essere dedicata esclusivamente a loro “ ha chiesto Merletti.
La situazione per le piccole imprese resta difficile. Nonostante questo, però, il tessuto imprenditoriale italiano è vivo e dinamico. Lo ha ricordato il Presidente Merletti, annunciando l’accordo con i sindacati per la riforma del modello contrattuale e illustrando i numeri sull’innovazione digitale delle piccole imprese.

Merletti si è soffermato brevemente anche sulla questione della riforma costituzionale e sul referendum popolare previsto per l’ottobre prossimo con un breve ma incisivo messaggio “Lasciateci giù dal carro del sì, siamo favorevoli alle riforme costituzionali (anche se non tutto ci piace), ma ci andiamo a piedi, con le nostre gambe, verso il futuro”.

La risposta del Governo è arrivata dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha illustrato le prossime iniziative di Palazzo Chigi. “Penso che dobbiamo fare in modo che le imprese possano sviluppare la loro azione al meglio, senza impedimenti, senza vincoli inutili ed inopportuni. Questo significa lavorare sulla semplificazione della pubblica amministrazione e sul peso della tassazione. In più – ha aggiunto il Ministro Poletti – abbiamo un tema che riguarda il cuneo fiscale sul lavoro, che oggi è molto forte e che va ridotto. Queste sono le iniziative che metteremo in campo per aiutare le imprese a crescere”.

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