Intervista a Elio Reghenzani: alleanze e professionalità per ‘vincere’ in tintoria

Una chiacchierata con Elio Reghenzani, presidente della categoria tessile e abbigliamento di Confartigianato, per fare un doveroso punto sulla situazione del settore in questo avvio di 2013.

È persino superfluo dire che la crisi non ha risparmiato neppure questa branca:

Per quanto ci riguarda la crisi viene da lontano. Lo testimoniano i dati: in circa 10 anni nella città di Sondrio le tintorie si sono ridotte a 7 da 24 che erano.

Come si vede i numeri parlano da sé e raccontano più della nostra personale considerazione.

Quali le cause di questa deriva?

Sono più d’una, a partire dal fatto che non c’è più voglia di tramandare il nostro mestiere. Se si pensa che per la maggior parte si tratta di gestioni a carattere famigliare, è evidente che se non si trasmette il testimone dentro casa, è difficile pensare che qualcuno si avvicini a questo lavoro spontaneamente. C’è poi la spaventosa pressione fiscale, che si aggiunge alla crescente burocrazia che avvelena l’attività degli artigiani. Ditemi a chi verrebbe voglia di aprire un negozio sapendo che deve passare la maggior del tempo ad occuparsi della contabilità e delle pratiche.

La normativa di settore è sempre più rigorosa (e va bene così), ma ciò significa un dispendio di energie e di risorse per essere all’altezza di una legislazione sempre più complicata.

Presidente, come provare ad uscirne?

Non mi piace dipingere un quadro a tinte fosche, perché vedo anche spiragli ed opportunità. Per esempio, credo che un’azione comune dei vari operatori dei settori sia indispensabile. L’individualismo non paga più, come si vede in ambiti più rilevanti del nostro. Occorre poi innovare e dar vita ad una capillare formazione professionale.

Elio Reghenzani

Come Confartigianato siamo sul pezzo e ci sono concrete possibilità di formazione qualificata per chiunque voglia impegnarsi in questa direzione. Ne abbiamo già organizzati in passato e sono già in calendario per il 2013 altri corsi ai quali mi auguro siano in molti ad aderire.

Ma scusi Reghenzani, a un giovane consiglierebbe di intraprendere il suo mestiere?

Nonostante tutto sì e non per ragioni sentimentali. Ci sono concrete possibilità di avviare un’attività e di trovare legittime gratificazioni. Certo la regola è sempre quella: lavorare con costanza ed impegno quotidiano. Aggiungerei che occorre altresì aggiornarsi, investire e non farsi trovare impreparati davanti alle novità che, nel nostro campo, ci sono sempre. Per nostra fortuna la moda è sempre di moda.

Ma ci vogliono risorse economiche per partire?

Una base economica di partenza è non solo opportuna ma anche necessaria. Mi rendo conto che è assai diverso partire oggi rispetto ai miei inizi negli anni ’80. A questo proposito spendo volentieri una parola per invitare gli istituti di credito a favorire chi vuole intraprendere con serietà e con idee chiare.

Non è che il cambio della moneta abbia visto anche voi protagonisti in senso negativo?

Tocca un tasto importante. Siamo tra i pochissimi, se non gli unici, che abbiamo mantenuto i prezzi allo stesso livello dei tempi della lira. Nessun giochetto né monetario né psicologico.

Un esempio concreto: lavare e stirare un pantalone costava, dieci anni fa, 5000 lire. Oggi, siamo ancora lontani dai 5,00 €. Se pensate quanto costa una pizza.

Elio Reghenzani oltre che presidente di categoria ha una sua attività che gli permette di essere in contatto con decine e decine di lavanderie distribuite sul territorio provinciale e oltre. Perciò è nella condizione “privilegiata” per affrontare le questioni nel loro complesso e provare a trovare soluzioni efficaci e coerenti.

Io non ho ricette in tasca ma, con il contributo di esperienza e collaborazione, sto volentieri in prima fila, nella convinzione che il nostro settore ha un futuro. Se roseo oppure no dipende da molteplici fattori, ma anche da noi.

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