L’artigiano in pensione non chiude mai bottega

Il presidente ANAP Letizia Bongini: “Siamo una risorsa”

Fra un mese, domenica 11 novembre si terrà l’assemblea provinciale dell’ANAP, un appuntamento fondamentale per il gruppo al quale parteciperà il Presidente nazionale Giampaolo Palazzi.

Sarà un’occasione per ribadire le linee guida e confermare l’attività di un gruppo che intende riaffermare il proprio ruolo ed essere sempre più vitale.

Lo conferma la presidente Letizia Bongini.

Che ruolo svolge l’ANAP all’interno della Confartigianato, specie in un momento di crisi che non risparmia nessun ceto e nessun individuo?

Come anziani veniamo spesso considerati più un costo sociale che una risorsa, ma il valore di quanto abbiamo dato e di quanto ancora diamo non conta? La realtà è che siamo una risorsa sociale da non disperdere e da non sottovalutare, anche per l’apporto concreto che diamo al “welfare familiare”, con la cura dei nipoti, con il mantenimento spesso dei figli disoccupati e con molti altri aiuti.

L’artigiano è spesso visto come figura individualista. Come si concilia questa visione con la generosità che è necessaria per dedicarsi agli altri?

L’artigiano è generoso, non solo quando va in pensione, anche perché viene da una scuola di mestiere di vita che lo ha visto impegnato ogni giorno senza orari. Perciò anche quando “abbassa la saracinesca” per ragioni di età, continua a comportarsi da imprenditore, affiancando i figli che continuano l’attività e trasmettendo l’esperienza acquisita sia attraverso la scuola, sia con una diretta partecipazione alle varie attività sociali. Il nostro impegno è diretto a conciliare il moderno che avanza, con le sue tecnologie sempre più sofisticate, con il patrimonio e il bagaglio di conoscenze conquistate sul campo.

Letizia Bongini

Quali sono secondo lei le parole d’ordine per uscire dalla situazione a dir poco preoccupante che si vive anche nella nostra provincia?

Una parola fondamentale è il merito, che andrebbe riconosciuto a tutti i livelli e in tutti i contesti. L’artigiano si guadagna la sua reputazione ogni giorno, lavorando e pagando di persona. Tutte le categorie dovrebbero percepire pensioni più livellate, e comunque commisurate al merito, specialmente nel campo della politica, perché, per consentire redditi elevati a chi sta in alto si tolgono risorse che consentirebbero di aumentare i redditi di chi sta in basso. È un modello che va trasferito su scala superiore, sperimentando però, a livello territoriale, modalità che sappiano valorizzare le qualità dell’individuo, la sua capacità di intrapresa e il suo senso di responsabilità.

Quali sono i vostri progetti immediati?

Incentivare la nostra presenza all’interno dell’associazione, nelle scuole e nella formazione. Vogliamo trovare spazi efficaci per trasmettere le nostre conoscenze.

Vogliamo anche intervenire a tutti i livelli per ottenere la salvaguardia del potere d’acquisto dei pensionati, enormemente ridotto negli ultimi anni.

L’11 novembre, durante l’assemblea annuale dell’ANAP, ci confronteremo sulle questioni del “welfare” privato, che è stato di recente approfondito anche in occasione della 4^ edizione del “Festival della persona” di Arezzo. Sarà un momento di ulteriore dibattito e di proposta, anche perché si svolgerà in concomitanza con la “Festa provinciale dell’Artigianato”.

Il pensionato artigiano si può quindi considerare un soggetto attivo, ancora un protagonista della vita sociale?

Certamente, anche perché non va dimenticata la diffusa e instancabile azione che l’ANAP e i suoi iscritti svolgono nel mondo del volontariato. Un contributo in linea e coerente con il DNA di persone che conoscono la fatica, l’impegno, la dedizione.

Nei momenti di difficoltà a volte purtroppo anche drammatici che caratterizzano questa stagione, anche in Valtellina e in Valchiavenna, i cittadini tutti devono rispondere di fronte alle richieste sociali e individuali con un forte e chiaro “presente”. E noi artigiani anziani e pensionati ci siamo!

Tag: , ,

Seguici sui social

Rimani sempre in contatto con noi e aggiornato sulle nostre iniziative

Unidata s.r.l con unico socio
Largo dell’Artigianato, 1 - 23100 Sondrio
Telefono 0342.514343 Fax 0342.514316
C.F. 00481790145 - N.REA SO-36426
PEC: unidata.sondrio@legalmail.it
Cap. soc. euro 100.000,00 i.v.
Informativa sulla Privacy

CONTATTI