La Finanziaria di primavera si abbatte sul popolo delle partite IVA


28 aprile 2017

Il Governo vara la cosiddetta “manovrina”, ossia il ritocco ai conti di bilancio da oltre 3 miliardi di euro di cui, più di 2, verranno dalla stretta fiscale su imprese e professionisti.

La nuova manovra  ha ridotto il diritto alla detrazione dell’IVA, ha sospeso per 9 mesi il diritto alla compensazione dei crediti e ha cancellato le recenti e convenienti regole per la detassazione dei marchi.

Da un primo approfondimento, in tema di compensazioni dei crediti erariali, dall’entrata in vigore della “manovrina”, i crediti Irpef, da addizionali, Irap e Iva potranno essere compensati con altre imposte solo dopo la presentazione della relativa dichiarazione dei redditi e, per importi sopra i 5.000,00 euro, solo con un visto di conformità apposto sulla dichiarazione stessa.

Un adempimento questo, che costerà dai 150,00 ai 300,00 euro in più alle imprese. Inoltre, il congelamento dei termini per le compensazioni farà sì che, ad governo_italiaesempio, il credito Irpef scaturente dal periodo d’imposta 2017 e superiore a 5.000,00 euro, potrà essere utilizzato solo dopo la presentazione della relativa dichiarazione dei redditi, quindi, dopo settembre 2018.

Altro colpo gobbo per le imprese, sarà rappresentato dalla riduzione del diritto alla detrazione dell’Iva pagata sulle fatture d’acquisto, dai due anni, ad uno solo.

Ed in tema di rottamazione ruoli e concessione del Durc non mancano le sorprese.

Da febbraio era stata promessa l’ufficialità circa il rilascio del Durc alle imprese che aderiscono alla rottamazione delle cartelle, senza aspettare necessariamente il versamento della prima rata, previsto per luglio 2017.  Tuttavia, l’ufficialità ha visto la luce solo con il decreto in questione, appena approdato in Gazzetta ; peccato che il termine per la presentazione dell’istanza di adesione alla rottamazione è fissato per il 21 aprile 2017. Anche lo split payment sarà protagonista della manovrina di primavera. Il tanto odiato meccanismo di liquidazione dell’Iva si estenderà a professionisti e ad altre società controllate dallo Stato (e non solo). Lo stesso risultato dicasi per le imprese che hanno sfruttato la cosiddetta Patent Box sui marchi. Con la correzione contemplata nella manovrina, questi ultimi vengono esclusi dal beneficio della detassazione.

Quel che è peggio  è che tutti questi stravolgimenti normativi, peggiorativi per le  imprese, non si spiegano alla luce dei dati sulle entrate tributarie erariali versate con modello F24 nel periodo gennaio-novembre 2016. Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze,  infatti, queste ultime sarebbero in crescita del 3,6 % rispetto al 2015. Nonostante il numero delle partite IVA, per lo stesso periodo di riferimento, sia in calo del 5-10%. La triste ed amara consolazione è che tutto ciò di cui si adduce risponde, in maniera sempre più evidente, ad una mera esigenza “di cassa” per il nostro Paese, con conseguente ingiusta e costante contrazione dei consolidati ed equi diritti, acquisiti per legge dalle imprese.

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