La Veste della Domenica – Ultimo giorno per le visite

Gli abiti delle famiglie nobili e popolari di Valtellina, Valposchiavo  Valchiavenna esposti a palazzo Mazza  Locandina ‘La Veste della Domenica’

sdrSi chiude oggi 20 setembre La Veste della Domenica esposizione di abiti dei nobili valtellinesi del ‘500 e ‘600 e quelli popolari dei principali paesi di Valtellina, Valchiavenna e Valposchiavo allestita a Tirano (Via Ligari 5) presso Palazzo Mazza.

L’allestimento inaugurato in occasione dell’Eroico Rosso Sforzato Wine Festival  è stato aperto al pubblico nelle giornate di lunedì 18, martedì 19 e mercoledì 20 ed ha visto numerosi visitatori ed ammiratori.

“Naturalmente per La Veste della Domenica – sottolinea Simona Mazza – non ci siamo proposti di reperire  gli abiti di tutti i borghi delle nostre valli, non era possibile neppure  che la nostra casa li contenesse. Ci siamo accontentati di fare un primo passo che significasse un impegno per il futuro di Tirano e della Valtellina: riscoprire e valorizzare questo aspetto significativo e forte  delle nostre tradizioni, per non dimenticare il passato dei nostri avi e per  scrivere un nuovo futuro per i nostri figli. I costumi generosamente prestati alla nostra mostra sono preziosetestimonianze storiche di lavoro e di talento.
burstRingraziamo  i Sarti e la categoria Artigianato Artistico di Confartigianato Imprese Sondrio, il Museo Etnografico Tiranese, il Museo Valtellinse di Storia ed Arte  e i tanti privati possessori dei costumi valtellinesi, valchiavennaschi e   della Val Poschiavo che hanno voluto
collaborare con questa iniziativa.
Un grazie anche all’Assessorato alla Cultura del Comune di Tirano.
Mi piace unire qui una riflessione del Prof. Renzo Sertoli Salis del febbraio 1991:
“Non è sempre facile stabilire quale rapporto esista tra il costume, ossia il modo di abbigliamento di una popolazione, e i suoi costumi intesi in senso morale.  Certo è che dalle abitudini  di un’entità etnica è sempre dato ricavare, più o meno profondamente, il valore dei suoi costumi.
Dal latino “mos”(usanza)  deriva la parola “morale”, anche se, quasi per un senso ottimistico della vita sociale, la morale è sempre una buona morale.
Raccogliere e valorizzare i  costumi valtellinesi  vuole essere un contributo di carattere storico, geografico, umano, per non dire umanistico, alla conoscenza profonda dei caratteri e dei valori della  sua popolazione”

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