Le parti sociali firmano l’accordo sulla produttività

Nella serata di mercoledì 21 novembre, i rappresentanti delle Organizzazioni imprenditoriali (Rete Imprese Italia, Abi, Ania, Confindustria, Alleanza delle Cooperative Italiane) e dei Sindacati (Cisl, Uil, Ugl) hanno firmato l’accordo che fissa le “Linee programmatiche per la crescita della produttività e della competitività in Italia”.

L’intesa è stata sottoscritta nell’ambito di un incontro a Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio Mario Monti, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e dei  Ministri dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, dell’Economia, Vittorio Grilli, del Lavoro, Elsa Fornero, degli Affari Europei, Enzo Moavero, della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi e del Viceministro al Lavoro Michel Martone. La delegazione di Rete Imprese Italia era guidata dal Presidente di turno Giorgio Guerrini e dal Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.

L’accordo, che non è stato firmato da Cgil,  conclude un percorso iniziato il 5 settembre con l’incontro tra il Governo e gli imprenditori e proseguito l’11 settembre con le organizzazioni sindacali. In tali incontri, il Presidente del Consiglio Mario Monti aveva sollecitato l’impegno a migliorare il livello della produttività del lavoro in Italia, innalzare la competitività e l’attrattività degli investimenti.

A questo fine aveva incoraggiato il confronto tra le parti sociali, condividendone lo spirito e gli obiettivi. Per questo il Governo ha proposto nella legge di Stabilità uno stanziamento complessivo di 1,6 miliardi di euro per il periodo 2013/2014 per la detassazione del salario di produttività – stanziamento che si è poi ulteriormente esteso nel tempo e rafforzato a 2,1 miliardi per effetto degli emendamenti approvati alla Camera – ponendo come condizione per erogare questi incentivi finanziari che le parti trovassero un accordo adeguato a tali finalità.

Il Governo è convinto che l’intesa rappresenti un passo importante per il rilancio dell’economia, la tutela dei diritti dei lavoratori e il benessere sociale. Nell’accordo viene affermata, per la prima volta in maniera estremamente  netta, la centralità della contrattazione collettiva di secondo livello, adeguatamente incentivata da norme fiscali e contributive di vantaggio per accrescere la produttività, migliorare l’organizzazione del lavoro e le relazioni  di lavoro, e si pongono sullo stesso piano il livello di contrattazione aziendale e quello territoriale. In questo senso, l’intesa è in piena linea di continuità con l’innovativo modello contrattuale dell’artigianato, che è stato il primo a riconoscere al secondo livello territoriale la pari cogenza con quello nazionale.

Per il Presidente di Rete Imprese Italia Giorgio Guerrini l’accordo “segna un passo importante, ma non esaurisce gli interventi necessari alla crescita. Noi abbiamo fatto la nostra parte, come ci era stato chiesto, ora tocca al Governo rimuovere i tanti ostacoli allo sviluppo affinché si possa uscire dalle secche della recessione e tutto il Paese possa recuperare competitività”.

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