Legge Regionale per il recupero dei Seminterrati


26 aprile 2017

Sul BURL n. 11 – Supplemento, è stata pubblicata la Legge Regionale 10 marzo 2017, n. 7 “Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti”, approvata in occasione dell’Assemblea del Consiglio Regionale della Lombardia del 26 febbraio 2017.

Coerentemente con la Legge sul Consumo del suolo (L.R. 31/2014), che fissa come priorità la preservazione dei terreni liberi e promuove la rigenerazione urbana grazie al recupero del costruito, anche attraverso la riqualificazione degli impianti energetici, con l’approvazione del provvedimento in oggetto, si vuole facilitare la ristrutturazione di ciò seminterratoche già esiste, consentendo di recuperare i seminterrati, spesso utilizzati come taverne o magazzini o come stanze di lavoro e studio, dando contestualmente nuovo impulso e spinta al settore edile.

Il tutto senza nuovo consumo di suolo e con interventi mirati al contenimento dei consumi energetici.

Il provvedimento è il risultato di un lavoro di confronto avviato in V Commissione Consiliare “Territorio e Infrastrutture” al quale Confartigianato Lombardia ha partecipato portando il proprio contributo.

In sintesi i contenuti della legge:

  • si definisce seminterrato il piano di un edificio il cui pavimento si trova a quota inferiore, anche solo in parte, rispetto a quella del terreno posto in aderenza all’edificio, e il cui soffitto si trova, anche solo in parte, a una quota superiore rispetto al terreno posto in aderenza all’edificio;
  • uno dei principali parametri a cui il nuovo provvedimento permette di derogare è l’altezza dei locali da recuperare, che comunque non potrà essere inferiore a 2,40 metri. Nel caso di incremento del carico urbanistico, è previsto l’obbligo di reperire nuovi spazi per parcheggi e servizi consentendo, in caso di difficoltà nel reperimento, la possibilità di monetizzarli: sono esenti dal versamento del costo di costruzione vani e locali seminterrati con una superficie lorda di pavimento non superiore ai 200 metri quadrati se destinati a uso residenziale e non superiore ai 100 metri quadrati se destinati ad altri usi, che costituiscono pertinenza diretta di unità immobiliari;
  • a ciascun Comune resta in ogni caso la facoltà di disporre, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, l’esclusione dall’ambito di applicazione della legge stessa di parti del territorio, per esigenze legate alla necessità di tutela paesaggistica o igienico sanitaria, rischio idrogeologico e difesa del suolo. Restano in ogni caso escluse le parti di territorio interessate da operazioni di bonifica in corso o già effettuate e quelle dove siano presenti fenomeni di risalita della falda acquifera. I Comuni potranno comunque  aggiornare gli ambiti di esclusione dopo la scadenza dei 120 giorni, qualora in presenza di nuovi eventi alluvionali o a seguito di specifiche analisi di rischio geologico e idrogeologico locale;
  • ogni intervento dovrà essere effettuato nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni igienico-sanitarie e sarà possibile solo laddove i seminterrati siano stati legittimamente realizzati alla data di entrata in vigore della legge e laddove siano posti in edifici già serviti da tutte le urbanizzazioni primarie;
  • la norma può essere applicata agli immobili realizzati successivamente all’entrata in vigore della legge, solo se saranno decorsi almeno 5 anni dalla loro costruzione;
  • i vani e i locali seminterrati non potranno essere oggetto di mutamento di destinazione d’uso nei  dieci anni successivi al conseguimento dell’agibilità; ogni cambio di destinazione d’uso sarà assoggettato al pagamento di un corrispettivo secondo quando già previsto nella legge n°12 del 2005;
  • qualora il recupero dei locali seminterrati dovesse comportare la creazione di un’autonoma unità abitativa, i  Comuni dovranno trasmettere comunicazione alle ATS dell’avvenuto rilascio del certificato di agibilità, ai fini dei controlli necessari per accertare l’idoneità igienico-sanitaria dei locali.

 

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