Lo Statuto delle imprese diventa legge

Venerdì 4 novembre l’Assemblea della Camera ha approvato in via definitiva, all’unanimità, il ddl sullo “Statuto delle imprese”, dopo il via libera del Senato il 20 ottobre scorso.

Si tratta di un provvedimento molto atteso dalle piccole e micro imprese, che definisce principi ed indirizzi programmatici in linea con le indicazioni provenienti dall’Unione europea, per favorire la crescita del sistema produttivo nazionale, riducendo e rendendo più trasparenti gli adempimenti amministrativi a carico delle imprese.

La normativa si snoda lungo tre assi principali: semplificazione delle procedure per l’avvio delle attività di impresa non regolamentata; risoluzione del problema dei ritardati dei pagamenti tra imprese e tra imprese e pubblica amministrazione, che da sempre rappresenta uno dei limiti allo sviluppo del settore; infine, facilitazioni nell’accesso al credito, premiando la progettualità rispetto alle garanzie.

Nel testo spiccano alcune misure particolarmente significative: l’obbligo di valutare l’impatto delle iniziative legislative e regolamentari sulle piccole e medie imprese; la possibilità per le associazioni di categoria di costituirsi parte civile a sostegno delle piccole aziende che non riescono a farsi pagare entro i termini fissati; l’accesso semplificato agli appalti pubblici per le aggregazioni tra micro, piccole e medie, imprese; l’introduzione del principio di “compensazione”, per il quale non potranno essere introdotti “nuovi oneri a carico delle aziende, senza contestualmente ridurne o eliminarne altri” negli atti normativi e nei provvedimenti amministrativi a carattere generale.

Degne di rilievo sono poi le norme concernenti i ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, questione da sempre fortemente sostenuta anche da Confartigianato che si è resa interprete delle condizioni delle imprese che vantano crediti nei confronti della PA per lavori svolti o servizi resi e che versano sempre di più in una situazione di grave carenza di liquidità. All’art. 10, comma 1, è previsto, infatti, il recepimento entro 12 mesi della direttiva europea (2011/7/UE) in materia, che stabilisce il termine di 30 giorni per i pagamenti da parte della PA (60 giorni tra privati).

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