Novità dall’UNI, nascono le “prassi di riferimento”. Una risposta tempestiva per mercati che cambiano


11 aprile 2012

Dopo anni di confronto nascono le “prassi di riferimento”, una notizia importante per la normazione tecnica nazionale.

Nasce infatti una nuova tipologia di documenti para-normativi UNI, che definiscono prescrizioni tecniche e che danno in tempi brevi (e con un processo di condivisione tra i soli autori) un primo riferimento volontario su nuovi temi non ancora consolidati dalla normazione tecnica. Non si tratta di norme, ma sono documenti molto attesi dagli operatori che – sempre più spesso – hanno bisogno di riferimenti ufficiali in tempi brevi, per dare un assetto migliore al mercato e per preparare i contesti di sviluppo per le future (auspicate) attività di normazione.

Il grande vantaggio è la velocità di realizzazione (al massimo 8 mesi dall’approvazione della richiesta), mentre la limitazione della condivisione (i committenti del documento sono di fatto gli autori) è comunque “controbilanciata” dall’alto profilo del committente/autore (in termini di rappresentatività ampiamente riconosciuta dal mercato) e dal ruolo di conduzione operativa dei lavori svolto dall’UNI. Si tratta di un’esperienza che ha già avuto successo a livello internazionale (documenti analoghi sono elaborati da CEN, ISO, AFNOR, BSI…) e gli organi direttivi dell’UNI ritengono che le “prassi di riferimento” siano strumenti al servizio della normazione e del mercato nell’ottica del miglioramento continuo.

Confartigianato Imprese Sondrio già socio dell’Uni e dal dicembre dello scorso anno punto ufficiale di diffusione delle norme Uni ritiene che questi nuovi documenti possano agevolare in particolare le piccole imprese al mondo della normazione tecnica e dell’unificazione.

Cosa sono?

Sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, sotto la conduzione operativa di UNI, e da esso emanati, verificata l’assenza di norme o progetti di norma allo studio. Non essendo documenti normativi, le prassi di riferimento non sono elaborate all’interno degli organi tecnici del Sistema UNI bensì in appositi “Tavoli”.

Che vita utile hanno?

Dopo 2 anni dalla pubblicazione (tempo stimato necessario per consentirne la diffusione e l’applicazione sul mercato) viene valutata l’opportunità e l’interesse di “fare evolvere” la prassi di riferimento in un documento normativo sul medesimo argomento. Le prassi hanno infatti una vita utile non superiore a 5 anni, periodo massimo entro il quale possono essere trasformate in norma UNI, UNI/TS, UNI/TR oppure ritirate.

Chi le scrive?

Le prassi di riferimento sono elaborate nell’ambito di un formale “Tavolo” – al di fuori degli organi tecnici del Sistema UNI – costituito da rappresentanti delle organizzazioni che hanno chiesto all’UNI di definire il documento. Queste sono di fatto le committenti del lavoro, poiché sono tenute a firmare un contratto che – oltre a specificare il titolo, lo scopo, le risorse, i tempi e le azioni di diffusione – definisce anche gli aspetti economici connessi al finanziamento della realizzazione della prassi. Naturalmente il “profilo” del richiedente deve assicurare una rappresentatività ampiamente riconosciuta dal mercato: per esempio può essere un’entità pubblica o un consorzio di organizzazioni.

Agli esperti sopra citati si possono aggiungere esperti del sistema UNI, che possono portare esperienze specifiche in ambiti limitrofi già normati.

I contenuti

Le prassi di riferimento contengono specificazioni tecniche in forma descrittiva riguardanti argomenti di tutti i settori di competenza dell’Ente, con particolare riguardo ai settori innovativi per la normazione; in particolare prassi già in uso nell’ambito delle prestazioni dei servizi erogati al consumatore/cittadino, applicazioni settoriali di specifiche esistenti, disciplinari industriali, protocolli per la gestione di marchi proprietari, modelli di gestione sperimentati a livello locale, adozione a livello nazionale di CWA…

Rispetto alle norme…

Le prassi di riferimento sono documenti i cui contenuti esprimono le esigenze di soggetti significativi del mercato e la cui elaborazione è garantita da regole UNI. Non sono norme tecniche UNI, specifiche tecniche UNI/TS o rapporti tecnici UNI/TR (dalle quali si differenziano per il processo di elaborazione, le tipologie di soggetti coinvolti, il livello di consenso e la veste grafica) ma possono diventarlo se successivamente vengono condivise da tutto il mercato di riferimento.

Come si fanno?

Le prassi di riferimento sono caratterizzate da un iter di elaborazione particolarmente veloce (8 mesi dall’approvazione della richiesta), con una procedura estremamente snella, sintetizzabile in sei fasi:

  • Inquadramento: individuazione o raccolta delle esigenze dei nuovi mercati e di nuovi soggetti interessati; verifica dell’esistenza di norme o progetti allo studio  in sede di normazione nazionale, europea ed internazionale; verifica dell’eventuale interesse alla partecipazione da parte di esperti degli organi tecnici; valutazione politico-strategica di fattibilità.
  • Contratto: Sottoscrizione di un accordo di collaborazione  con il committente, che indichi dettagliatamente gli elementi caratterizzanti il progetto di prassi di riferimento e gli aspetti economici.
  • Avvio: diffusione dell’informazione della partenza della nuova attività para-normativa; raccolta di eventuali commenti, osservazioni, dichiarazioni di interesse; convocazione della riunione insediativa del Tavolo.
  • Elaborazione: periodo di discussione e stesura del testo del documento utilizzando preferibilmente gli strumenti informatici di lavoro remoto.
  • Consultazione pubblica: il testo predisposto dal Tavolo viene reso pubblico e sottoposto a una consultazione aperta (sempre tramite gli strumenti informatici) per raccogliere i commenti del mercato e risolvere le eventuali opposizioni.
  • Pubblicazione: gli organi direttivi dell’UNI – verificando la coerenza con il progetto iniziale – ratificano il documento e ne autorizzano la pubblicazione come prassi di riferimento, identificata dalla sigla “UNI/PdR” seguita da un numero progressivo; partendo dal principio che la loro elaborazione è finanziata, le prassi saranno rese disponibili gratuitamente per mezzo dell’accesso libero sul sito internet UNI, con una modalità di ricerca che ne consenta la rintracciabilità anche a catalogo.

Nelle scorse settimane sono già pervenute le prime richieste di studio ed emanazione di prassi di riferimento, per le quali si stanno svolgendo le prime fasi del processo: potremmo probabilmente avere la prima UNI/PdR entro la fine dell’anno!

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