Odontotecnico, un Artigiano dal futuro “in rete”

Filo diretto con Paolo Bonetti e Ezio Varisto

Diamo voce a Paolo Bonetti, membro del direttivo Servizi e Varie e a Varisto Ezio, già presidente della categoria, entrambi odontotecnici molto attivi nel territorio della provincia di Sondrio e non solo. Una figura, quella dell’odontotecnico, che da sempre si distingue per competenza e passione, due caratteristiche indispensabili per la produzione di dispositivi medici su misura, in risposta alle esigenze di ciascun utente finale.

“La nostra categoria si è sempre caratterizzata per un’alta professionalità nella consapevolezza di fare un lavoro delicato e che deve avere anche il requisito di servizio al cliente. In ragione della delicatezza della materia trattata, siamo da sempre pronti a cogliere qualsiasi evoluzione tecnica o di materiali. Proprio per questo la nostra presenza e collaborazione, al netto dei vincoli imposti da una normativa vecchiotta, è molto richiesta dagli stessi studi dentistici a supporto di una progettazione tecnica personalizzata.

Ma nel vostro campo la concorrenza contraddice la necessità di condividere azioni comuni dirette a salvaguardare la reputazione della categoria e i benefici dei cittadini?

La concorrenza c’è, ovviamente, come in tutti i campi, ma deve essere da stimolo per più competitività nel rispetto delle regole e della qualità del prodotto finale.

Ezio Varisto

In tutte le professioni possiamo trovare casi isolati di poca professionalità. Nel nostro campo ciò è meno frequente e capita invece che l’odontotecnico subisca la concorrenza sleale da parte di altri professionisti. In ogni caso l’Associazione ha sempre condannato ogni forma di abusivismo, prendendo le distanze da soggetti che certamente non rappresentano la professionalità di una Categoria che ben conosce e rispetta le proprie competenze ed i limiti entro i quali esercitare la propria attività.

Secondo voi la figura dell’odontotecnico gode di un profilo professionale e di una normativa adeguata?

La nostra è una categoria penalizzata da una normativa obsoleta e, nonostante le continue richieste alle competenti istituzioni, ancora non c’è una seria regolamentazione della nostra figura. La crescita professionale è stata altissima e la realtà del mercato è cambiata profondamente eppure la legge di settore è del 1928, anno di emanazione del Regio Decreto che ne regolamenta l’attività.

C’è poi il problema del calo degli alunni che di anno in anno si diplomano presso le –ormai poche- scuole odontotecniche. Pochi ragazzi si interessano a questa attività anche perché pensano, sbagliando, di andare a fare un lavoro non ben definito.

Su questo punto Confartigianato continuerà a muoversi, anche assieme alle altre organizzazioni, per ottenere sia una normativa al passo coi tempi sia per stimolare i ragazzi a riconsiderare le opportunità legate alla formazione odontotecnica e professionale.

Un quadro a tinte fosche, mi pare. Come si può sperare di uscirne?

Si, per non parlare della tassazione e del costo del personale alle stelle. Molti nostri colleghi sono costretti a rinunciare alle proposte di lavoro che obbligano ad incrementare il personale.

L’unica possibilità concreta è quella di fare squadra sfruttando i non pochi strumenti normativi messi è disposizione. Pensiamo ad esempio al contratto di rete, uno strumento flessibile ed innovativo con il quale le imprese, soprattutto le più piccole, possono fare innovazione, condividere le conoscenze e limitare i costi. Insieme si può!

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