Patto del Capranica: al via la sigla unitaria per la rappresentanza dell’artigianato e del commercio


7 maggio 2010

Il 10 maggio 2010, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti daranno forma e sostanza all’avventura del Capranica, il percorso comune per l’alta rappresentanza delle micro e piccole imprese italiane.

Per capire la portata dell’accordo, le linee programmatiche comuni alle cinque Organizzazioni coinvolte e le ambizioni del progetto, abbiamo intervistato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini.

Presidente, perché un soggetto unico della rappresentanza della micro e piccola impresa italiana, del commercio e soprattutto dell’artigianato?

“Innanzitutto, perché abbiamo sentito forte l’esigenza di avere una rappresentanza sindacale molto più pesante rispetto al passato. Il mondo che rappresentiamo è l’economia del Paese. Sotto la taglia dei venti addetti ci sta quasi tutta l’economia italiana, il 98,3% delle imprese. Queste imprese, oggi, hanno la necessità di avere una rappresentanza forte per poter indirizzare il decisore politico, a livello nazionale ma anche a livello territoriale, verso scelte che tengano conto del ruolo fondamentale svolto da questa dimensione d’impresa”.

Giorgio Guerrini

L’accordo che verrà presentato il prossimo 10 maggio è il frutto dell’esperimento fatto nel 2006 dagli stessi protagonisti?

“Possiamo dire che è stato un percorso evolutivo. Vorrei ricordare, però, che l’iniziativa del Capranica nacque sotto una necessità ben precisa, la prima finanziaria di Visco, nel Governo Prodi, che aveva individuato in questo settore produttivo quello che avrebbe pagato il conto.

Da quell’iniziativa del 2006, poi, abbiamo avuto un percorso che è stato relativamente lungo rispetto alla storia delle nostre Confederazioni e che è arrivato a compimento in questi giorni grazie al desiderio e alla voglia di mettere a fattor comune la rappresentanza di ogni segmento. L’obiettivo è quello di poter essere più forti, più credibili, di confermarci punto di riferimento per le imprese, ma anche per la politica e per le istituzioni”.

Quali sono le prime scadenze fissate sull’agenda politica del Capranica?

“La prima scadenza sarà una riflessione serena, ma al tempo stesso molto accurata, sui problemi fiscali. C’è, poi, una riflessione molto accurata sul tema della semplificazione e dello sfoltimento della burocrazia, che sono i due argomenti più sentiti dalle nostre imprese. La nuova associazione di rappresentanza del mondo dell’artigianato e del commercio deciderà poi, di volta in volta, quali saranno gli obiettivi prioritari sui quali puntare”.

In ogni caso, non parliamo di una vera e propria fusione tra le cinque Organizzazioni ma soltanto di una coalizione.

“Quella che presenteremo il 10 maggio è un’associazione tra le associazioni del commercio e dell’artigianato. È, quindi, un’associazione di secondo livello, che sta sopra alle Confederazioni storiche. Queste continueranno a svolgere il loro prezioso servizio sindacale ed i servizi di tutela delle imprese che rappresentano. Rispetto al passato, dunque, non cambia nulla. Quello che cambia davvero, invece, è che grazie a questa iniziativa potremo fare una pressione più forte sul Governo, su quello centrale ma anche sui governi locali, affinché ogni iniziativa politica, in linea con i principi dello Small Business Act, abbia come obiettivo di riferimento la dinamica d’impresa più largamente diffusa nel nostro Paese, la nostra”.

Per concludere, in quali ambiti le cinque Organizzazioni rimarranno indipendenti ed autonome?

“Le dico, intanto, quali sono gli ambiti in cui metteremo le nostre forze a patrimonio comune. Su tutti, il rapporto istituzionale con il Governo, mutuando il meccanismo della Comunità europea con un unico portavoce semestrale ed un’alternanza tra tutti i componenti, e tutte quelle attività studiate dalla fondazione chiamata a guidare questa coalizione e che studierà una serie di iniziative per poter indirizzare il decisore politico nella giusta direzione. In un secondo momento, pensiamo di poter mettere a fattor comune risorse adeguate per la formazione dei gruppi dirigenti e per la costituzione di un centro studi comune. Tutto il resto, quel tanto che rimane, sarà sviluppato nelle singole dinamiche associative, a livello nazionale, regionale e provinciale. Il Capranica, in definitiva, è un’iniziativa che parte dal centro e che, se ritenuto opportuno e valido, potrà essere utilizzata con successo anche nelle rappresentanze sottostanti, ma solo se ritenuto utile e valido”.

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