‘Per superare la crisi degli ultimi anni sono necessari cambiamenti profondi’


1 agosto 2014

Questo il commento di Eugenio Massetti presidente Confartigianato Lombardia

Lombardia Indagine congiunturale 2° trimestre 2014

“E’ in atto un processo di decelerazione dell’apparente risalita avviata a fine 2013; questo è quanto desumiamo dai dati della congiuntura. I dati confermano, purtroppo, che avevamo visto giusto, utilizzando la giusta cautela e parlando di rallentamento della caduta e non di ripresa. La crisi, con la C maiuscola, che ha contraddistinto questi sette anni (2007-2014) è stata profonda e richiede cambiamenti altrettanto profondi, anche all’artigianato, per essere superata.

Così Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia, commenta i dati congiunturali del secondo trimestre 2014 che denotano una situazione di stallo, con una variazione quasi nulla e negativa della produzione rispetto al trimestre precedente (-0,4%). Negativa e prossima a zero anche la variazione congiunturale del fatturato e degli ordini interni lasciando ancora al solo export il compito di sostenere la produzione.

Nel secondo trimestre 2014 si registra la stagnazione della produzione, con una svolta in negativo del dato congiunturale ( -0,4%) e la variazione tendenziale (+0,4%) che rimane positiva ma sensibilmente inferiore rispetto allo scorso trimestre (+1,7%).

Eugenio Massetti

Per le aziende artigiane l’indice della produzione scende a quota 69 (base anno 2005=100), abbandonano la lenta ripresa iniziata nel 2013.

Da un punto di vista settoriale, permane una maggiore diffusione del segno negativo per la produzione. Sono però positivi il settore tessile (+3,4%), la meccanica (+1,7%) e legno-mobilio (+0,9%). I restanti settori registrano una contrazione dei livelli produttivi, di maggior intensità per pelli-calzature (-4,8%) e minerali non metalliferi (-3,9%).

I dati sulla produzione per classe dimensionale d’impresa, mostrano che le micro-imprese artigiane sono appena oltre la variazione nulla (+0,1%) e quelle di maggiore dimensione registrano incrementi dell’1,2%. Mentre la classe dimensionale intermedia (6-9 addetti) torna negativa (-0,3%).

La variazione tendenziale degli ordinativi acquisiti nel trimestre dalle imprese mostra oltre alla contrazione tendenziale degli ordini interni (-1,7%), uno stop di quelli esteri (+0,1%).

Sul fronte occupazionale per l’artigianato osserviamo che sia il tasso di ingresso che il tasso di uscita e il saldo rimane positivo (+0,1%) come lo scorso trimestre. La quota di aziende artigiane che hanno fatto ricorso alla CIG diminuisce (9,1%), mentre la quota sul monte ore trimestrale rimane ferma all’1,6%.

“Dal nostro punto di vista – conclude Massetti – abbiamo fiducia nel futuro delle nostre imprese che non hanno perso la voglia di innovare e cambiare.

Questo è evidente soprattutto per alcuni settori del comparto artigiano, come il tessile e la meccanica, per cui oggi è in atto una fase di stabilizzazione dei processi strutturali di cambiamento messi in atto in questi anni per rimanere sul mercato. Il rigenerare, il ripensare e il rimettersi in gioco su un mercato diverso rispetto a quello del periodo pre-crisi può essere la strategia corretta. Proprio per questo noi da tempo affianchiamo le nostre imprese sostenendole nel cambiamento necessario per poter continuare a fare bene il proprio mestiere”.

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