Professionalità, sicurezza e amore per la propria terra. A colloquio con Paola Triangeli, presidente dei parrucchieri ed estetisti


28 settembre 2012

La situazione è difficile per molte aziende. Come si può definire lo stato di salute del suo settore?

Il nostro settore non sta certo meglio. I costi di esercizio aumentano e per diminuire i prezzi dovremmo diminuire gli standard di sicurezza, di professionalità e di igiene e questo non è pensabile. Una scelta impossibile per noi che siamo nati e cresciuti con l’amore per questo lavoro

Come si inizia l’attività di parrucchiere?

Innanzitutto la nostra è una di quelle professioni che si esercitano per passione e quasi per indole naturale. A questo si aggiunge lo studio prima di iniziare e soprattutto dopo i continui corsi e i seminari di aggiornamento. Mi faccia fare una battuta, tutti dicono che noi il lunedì siamo in vacanza. In realtà il lunedì è il giorno dedicato proprio alla crescita professionale e alla formazione e a volte queste sono giornate più impegnative di quelle lavorative. Essere aggiornati rispetto alle tendenze della moda per noi è fondamentale. Le nostre giornate di formazione costano diverse centinaia di euro.

La vostra è una professione che si tramanda da genitore a figlio?

Certo come molte altre attività artigiane esiste spesso la trasmissione del sapere all’interno della famiglia. Però devo dire che al di là del legame familiare quello che conta è che i parrucchieri italiani, quelli che incontriamo ogni giorno, hanno imparato il mestiere in bottega e la più grande soddisfazione è proprio quella di trasmettere ai giovani l’amore per questo lavoro.  Se poi sono figli il valore è sicuramente maggiore. Trasmettere il nostro sapere è anche un modo per mantenere un legame con la nostra terra e ritengo che tutto sommato siamo riusciti a far avvicinare i giovani a questo mestiere se consideriamo che l’età media dei titolari è di 43 anni e che il 33% ha meno di 39 anni.

Paola Triangeli

Quanto conta l’etica nel vostro lavoro?

Per noi come per tutti gli artigiani storici e tradizionali l’etica ha un valore forte perché così ci hanno cresciuto i nostri genitori e perché questa è la cultura della nostra terra.

Quanto conta la psicologia nel vostro lavoro ?

Nel nostro lavoro è fondamentale. Dietro alla richiesta di un consiglio o di un parere da parte del cliente è importante capire che non c’è solo una motivazione estetica, ma possono esserci anche bisogni inespressi.  In questo senso la dote che fa la differenza è la capacità di ascolto.

Quanto incide nel vostro lavoro la piaga dell’abusivismo ?

Molto e con la crisi sono aumentate le persone che operano abusivamente. In alcuni casi si tratta di giovani che si difendono dicendo che non sono in grado di sostenere i costi di gestione di un negozio. Purtroppo non ci possono essere alibi perché chi opera scorrettamente mette a rischio la sicurezza del cliente, evade le tasse e tutto ciò è inaccettabile. Non solo ma tali fenomeni di fatto non creano sviluppo, non fanno crescere professionalmente e danneggiano chi è in regola.

Come riuscite a garantire la sicurezza ai vostri clienti ?

Noi siamo regolarmente soggetti a controlli e a verifiche proprio per la natura dell’attività che svolgiamo. I saloni di parrucchiera e i centri estetici svolgono un’attività delicata e i controlli dell’igiene e per la sicurezza delle materie e delle attrezzature sono severissimi. I prodotti hanno una qualità altissima e sono regolarmente testati e garantiti. Fra le mani teniamo la testa di una persona e non delle “pupette” così come i colleghi estetisti operano sul corpo e tutti sanno quanto sia importante la cura della pelle.

Si dice che voi siete contrari ai negozi etnici a tariffa bassa?

Negli ultimi anni nel nostro paese sono aumentati i negozi etnici gestiti da cittadini stranieri e in parte è avvenuto anche nella nostra provincia. Non è certo corretto dire che siamo contrari. Noi valorizziamo la nostra professionalità e oggi ai clienti assicuriamo standard di sicurezza e di igiene non solo come rispetto della legge, ma come rispetto verso la persona. La gestione di un salone comporta una serie di costi che è difficile se non impossibile ridurre. Il cliente è sempre più esigente ed è lui il primo a non voler rinunciare a certe garanzie per una lieve differenza di prezzo.

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