Qualche segnale sul versante della semplificazione burocratica anche nei cantieri

Qualcosa si muove nella giungla intricata della burocrazia italiana. Il Governo sta aprendo un sentiero proprio nel settore con la maggiore concentrazione di adempimenti amministrativi, quello delle costruzioni. Se non si può parlare di una vera rivoluzione, senza dubbio negli ultimi due mesi la scure dell’Esecutivo si è abbattuta su alcuni dei principali ostacoli all’attività degli imprenditori edili.

Ad iniziare dal Durc, il Documento Unico di regolarità contributiva che attesta l’assolvimento, da parte dell’impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Casse edili.

Con l’articolo 4 del Decreto lavoro, definitivamente approvato dal Parlamento lo scorso 15 maggio, il Durc viene dematerializzato. In pratica, la verifica della regolarità contributiva delle imprese avverrà in tempo reale e con modalità esclusivamente telematiche. Una novità senz’altro positiva se si pensa che nel 2013 sono stati prodotti quasi 6 milioni di Durc e che, con le nuove norme, l’attesa per ottenerlo passerebbe da 1 mese a 30 secondi.

L’attuazione del Durc telematico è ora affidata ad un Decreto interministeriale che verrà emanato entro 60 giorni. Le semplificazioni per le imprese delle costruzioni continuano nel cosiddetto ‘Decreto Irpef’, in questi giorni all’esame del Parlamento.

Le novità riguardano il fronte degli appalti pubblici con la riduzione del numero delle stazioni appaltanti dalle attuali 30.000 a 35, la pubblicazione soltanto on line degli avvisi e dei bandi gara, l’introduzione della fattura elettronica obbligatoria nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni. Accanto agli interventi per semplificare la vita degli imprenditori, il Governo ha messo in campo misure per gli investimenti in edilizia.

Sempre nel decreto Irpef, sono stati destinati 122 milioni di euro per interventi di edilizia scolastica. Alcuni seppur sporadici segnali positivi per le imprese di costruzioni.

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