Quasi cinquantamila posti di lavoro persi in Lombardia


28 aprile 2011

È un mercato del lavoro ancora in difficoltà quello fotografato dall’ultima indagine dell’Osservatorio di Confartigianato Lombardia. Alcuni timidi segnali di miglioramento ci sono – sale di 0,1 punti il tasso di occupazione 2010 rispetto all’anno precedente, scende di 0,9 punti il tasso di disoccupazione – ma i numeri del fenomeno sono ancora preoccupanti.

Lo sono i 49.000 occupati persi in Lombardia nel biennio tra il IV trimestre 2008 e il IV trimestre 2010. E anche i due giovani su dieci, nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni, che sono disoccupati.

Nell’universo giovanile, accanto ad un tasso di disoccupazione cresciuto nell’ultimo biennio di 7,3 punti, si evidenzia anche una generale bassa partecipazione al mercato del lavoro: sale anche il tasso di inattività giovanile dal 62,8% del 2008 al 67,5% di fine 2010.

Un’altra criticità è rappresentata dalla crescente presenza di adulti, né in età scolare, né in età pensionabile, non attivi sul mercato del lavoro: sono il 14,4% quelli registrati a fine anno, con un notevole incremento (+30%) della componente maschile.

Giorgio Merletti

A livello provinciale, la situazione risulta piuttosto differenziata: il maggiore calo della quota di popolazione attiva sul mercato del lavoro tra 2009 e 2010 si è verificato a Lodi (-3%), mentre Como e Varese sono le uniche due province in cui l’occupazione è aumentata, rispettivamente dello 0,8 e dello 0,9%. Milano si attesta invece su una posizione intermedia, con un calo dello 0,7%.

Nel biennio tra crisi e ripresa (2008-2010) i mercati del lavoro che hanno dimostrato una maggiore tenuta sono Pavia e Sondrio, con un calo occupazionale dello 0,3 e 0,4%. Situazione difficile invece a Cremona, dove la popolazione occupata è diminuita in due anni del 2,5%; seguono Lodi e Milano, con 2,4 e 2,3 punti in meno.

Nella classifica provinciale del tasso di disoccupazione giovanile, Bergamo risulta essere la città con la situazione meno critica (11,9%), seguita da Como (14,7%) e Brescia (16,7%). Mantova è la città con maggiori difficoltà di accesso al mercato del lavoro per i giovani, con un tasso di disoccupazione del 28,1%.

“I dati che descrivono la situazione dell’occupazione in Lombardia non sono certo confortanti – commenta il Presidente di Confartigianato Lombardia, Giorgio Merlettinonostante ci attestiamo a livelli migliori rispetto alle medie nazionali. Soprattutto credo vada attentamente considerato il segnale relativo alla crescita della disoccupazione giovanile: non solo le nostre aziende sono chiamate a investire sul futuro assumendo giovani, è importante che le iniziative del mondo dell’impresa siano accompagnate da una corretta informazione da parte del mondo della formazione sulle reali possibilità di impiego. La formazione professionale e tecnica non possono più essere considerate percorsi di serie B, dal momento che c’è una forte domanda di queste figure, in molti casi non soddisfatta, da parte del mercato del lavoro”.

Per informazioni e per richiedere il Focus Occupazione elaborato dall’Osservatorio di Confartigianato Lombardia: info@confartigianato-lombardia.it

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