Responsabilità sociale d’impresa: varata la nuova strategia della Commissione Europea


16 novembre 2011

Il 25 ottobre scorso la Commissione Europea ha pubblicato la Comunicazione A renewed EU strategy 2011-14 for Corporate Social Responsibility”, nella quale viene fornita una definizione aggiornata di Responsabilità Sociale d’Impresa, e tracciata la nuova strategia dell’Unione Europea sulla Responsabilità Sociale d’Impresa per il periodo 2011-2014.

Nel rivedere la strategia la Commissione Europea propone una nuova definizione di RSI, intesa come “responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società”.

Una definizione che, nel tener conto degli impatti delle imprese sulla società, si propone di:

  • massimizzare la creazione di valore condiviso per gli stakeholder e la comunità in senso più ampio, attraverso un approccio strategico di lungo termine alla RSI che prevede lo sviluppo di prodotti, servizi e modelli d’impresa innovativi capaci di integrare le operazioni e le strategie d’impresa con le problematiche relative a società, ambiente, etica, diritti umani e consumatori;
  • identificare, prevenire e mitigare i suoi possibili impatti negativi.

Un nuovo approccio alla RSI che riconosce all’impresa un ruolo guida, garantendole flessibilità di innovarsi e impostare una strategia adatta alle proprie dimensioni e al contesto socio-economico in cui si inserisce ed interagisce.

In questa logica il rispetto delle norme applicabili e degli accordi tra le parte sociali ne costituisce quindi il prerequisito. Nella definizione delle proprie politiche in tema di RSI le imprese dovranno infatti trovare un partner ideale nelle organizzazioni sindacali, datoriali e dei lavoratori, e nelle organizzazioni della società civile al fine di identificare problemi e collaborare costruttivamente nello sviluppo di soluzioni efficienti ed efficaci.

Allo stesso tempo le Pubbliche Amministrazioni dovranno essere di supporto all’operato delle imprese, definendo, ove necessaria, una regolamentazione complementare e introducendo idonei incentivi di mercato.

Gli investitori e i consumatori, con le loro scelte, saranno invece chiamati a premiare le imprese socialmente responsabili, contribuendo così alla massimizzazione del valore economico e sociale creato dalle imprese responsabili.

Una definizione di RSI che contribuisce all’affermazione di una visione cooperativa di sviluppo tra i vari attori della vita economica, sempre più condizionata dai rapporti di interdipendenza esistenti tra le diverse realtà del sistema economico-sociale. Un approccio innovativo che valorizza il ruolo sociale delle piccole e medie imprese, consentendo loro di pianificare azioni di responsabilità sociale e gestirle con strumenti manageriali idonei alla propria realtà, fino a diventare strategia per lo sviluppo dell’impresa, anche della micro e piccola che da sempre realizza azioni socialmente responsabili, senza quantificarne il valore economico e sociale. Un percorso in linea con quanto stiamo realizzando con il progetto “A.RES – Artigiani Responsabili”- ha commentato Roberta Gagliardi, Responsabile Progetti Competitività di Confartigianato Lombardia.

Al fine di sostenere le imprese nel raggiungimento dei loro obiettivi in termini di benessere sociale, lavoro ed innovazione la Commissione Europea ha quindi definito l’ Agenda di Azione 2011-2014. Un Piano d’azione contenente proposte concrete e finalizzato a guidare e coordinare le politiche sulla Responsabilità Sociale degli Stati Membri dell’UE e sostenere la Strategia Europa 2020.

All’interno del piano sono state quindi suggerire alcune raccomandazioni di azioni per le imprese, gli Stati membri e gli stakeholder:

  • aumentare la visibilità della RSI e diffondere le buone pratiche attraverso la creazione di piattaforme multi-stakeholder settoriali e l’istituzione di un premio europeo per partnership RSI imprese e stakeholders;
  • migliorare e monitorare il livello di fiducia nelle imprese;
  • migliorare i processi di auto e co-regolamentazione grazie al lancio, nel 2012, di un processo finalizzato a sviluppare un codice di condotta in materia;
  • potenziare gli incentivi di mercato per l’adozione di una politica di RSI;
  • migliorare  la trasparenza e la rendicontazione delle informazioni sociali e ambientali dell’impresa attraverso una proposta legislativa e incoraggiamento alle imprese di misurare la performance ambientale usando un metodologia comune;
  • diffondere e sensibilizzare alla RSI attraverso l’ educazione, la formazione e la ricerca;
  • enfatizzare l’importanza di politiche RSI nazionali e locali richiedendo ai governi nazionali l’approvazione,  entro il 2012, di piani/azioni prioritarie di RSI;
  • allineamento degli approcci alla RSI europei e globali (focus su principi e guidelines riconosciuti, guide settoriali e per le PMI.

Con il documento si concretizza quindi l’impegno e la volontà dell’Unione Europea di far fronte alla crisi economica attraverso la promozione della Responsabilità Sociale d’Impresa, al fine di creare le condizioni favorevoli per una crescita sostenibile, un comportamento delle imprese responsabile, un’occupazione durevole nel medio e lungo termine.

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