Rete Imprese Italia: ‘manovra necessaria, bene la coesione ma desso tutti dobbiamo lavorare per la crescita’


18 luglio 2011

“Registriamo con soddisfazione un clima nuovo, nella politica e nell’economia, che lascia ben sperare sulla capacità di contenimento delle pressioni sui mercati finanziari e sul rilancio del Paese”.

Lo sottolinea in un comunicato Rete Imprese Italia (Confartigianato, Casartigiani, Cna, Confcommercio, Confesercenti) che aggiunge: “E’ importante l’impegno assunto dalle banche di non far mancare alle imprese i mezzi finanziari necessari a competere sui mercati nazionali ed internazionali. La responsabile decisione del Parlamento di accelerare l’approvazione della manovra, rafforzandone gli aspetti strutturali, trova il nostro consenso. Chiediamo un forte coinvolgimento delle parti sociali per costruire politiche efficaci per un ritorno allo sviluppo che veda come protagoniste le piccole e medie imprese”.

“L’Italia è di fronte ad un bivio tra il ritorno alla crescita e il rischio di recessione. Gli impegni assunti in sede europea e il severo giudizio dei mercati finanziari, sempre pronti a mettere sotto pressione la solidità della nostra finanza pubblica, come è accaduto venerdì scorso, ci impongono di perseguire senza indugio un rigoroso percorso di controllo dei conti pubblici. Non possiamo, tuttavia, correre il rischio di perdere di vista l’obiettivo dello sviluppo che è l’unico in grado di garantire il benessere dei cittadini, la sostenibilità del modello di welfare e il futuro delle giovani generazioni”. Lo ha affermato il presidente di Rete Imprese Italia nel corso dell’audizione sulla manovra economica svoltasi martedì 12 luglio scorso presso le Commissioni congiunte Bilancio del Senato e della Camera.

Per il presidente ha sottolineato come “la manovra economica, correttamente impostata in un’ottica pluriennale e costruita con il rigore e la severità imposta dai vincoli europei, difficilmente potrà assicurare il raggiungimento di questo duplice obiettivo. Troppo timido è il taglio ai costi della politica, troppo ampio il peso del prelievo fiscale addizionale”.

Giulio Tremonti

“Dall’insieme degli interventi previsti dalla manovra, dal Decreto sullo sviluppo, dalla legge delega per la riforma fiscale e dal disegno di legge sulla semplificazione – a giudizio di Rete Imprese Italia – non emerge una spinta sufficiente per intraprendere un percorso di crescita virtuoso e duraturo. Quel percorso fatto di immediate riforme strutturali e credibili liberalizzazioni, le uniche che possano rafforzare, nella valutazione degli investitori, la sensazione che l’Italia abbia recuperato le condizioni per risolvere i suoi problemi di crescita”.

“Le mutate condizioni dell’economia globale e la forte competizione con le piattaforme produttive emergenti ci obbligano, invece, ad un cambio di fase che permetta al Paese di agganciare in modo solido il trend di crescita mondiale. A questo fine servono la coesione e il contributo di tutte le componenti sociali ed economiche del Paese che si devono impegnare per un nuovo e strategico progetto di sviluppo”.

Il presidente di Rete Imprese Italia si è inoltre soffermato, nel corso dell’audizione, sui seguenti aspetti preminenti della manovra:

  • giudicata “inaccettabile” la norma che elimina l’obbligo, oggi posto a carico dell’Agenzia delle Entrate, di motivare l’utilizzo di altri metodi di accertamento induttivi in presenza di soggetti congrui agli studi di settore. Stesso discorso vale anche per le altre modifiche in materia di studi di settore;
  • accolta con favore la riduzione dal 10% al 4% della ritenuta operata da banche e poste sui bonifici disposti per beneficiare delle c.d. detrazioni del 36% e del 55%;
  • accolta con favore, l’eliminazione dell’obbligo di rilasciare le garanzie (fideiussione o polizza fidejussoria) per la concessione della rateazione delle somme emergenti da accertamento con adesione o conciliazione giudiziale;
  • forte perplessità in merito alla circostanza di ritrarre un maggiore gettito di 750 milioni di euro a seguito della rivisitazione delle tabelle di ammortamento. Seppur nell’ottica della semplificazione, l’aggiornamento delle tabelle non deve essere orientato alla ricerca di maggiori entrate, ma esclusivamente a criteri economici correlati alla vita utile dei beni;
  • accolta con favore la decisione di ridurre al 5% la tassazione del reddito delle nuove iniziative produttive aventi i requisiti previsti per i contribuenti minimi;
  • non condivisibile, invece, l’implicita decisione di eliminare l’attuale regime speciale dei contribuenti minimi.
  • forti perplessità riguardo alla decisione di introdurre il nuovo istituto giuridico del “reclamo e mediazione” nelle controversie tributarie di importo inferiore a 20 mila euro. Si tratta solamente di una anticipazione dell’istituto della conciliazione giudiziale e di una sovrapposizione con quello dell’accertamento con adesione, senza nessuna garanzia di terzietà.
  • Secondo R.E TE. Imprese Italia è indispensabile prevedere l’introduzione di automatismi di riduzione della pressione fiscale in ragione del maggiore gettito derivante dalla lotta all’evasione.

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