Rete Imprese Italia: subito la riforma del fisco e del lavoro


13 maggio 2011

Alla prima assemblea, dopo un anno dalla sua costituzione, il presidente di Rete Imprese Italia richiama l’attenzione anche su semplificazione, innovazione, Europa e credito.

La prima assemblea di Rete Imprese Italia, ad un anno dalla sua costituzione, tenutasi a Roma martedì 10 maggio, ha fatto il punto sullo stato in cui si trovano i 2,6 milioni di imprese aderenti alla confederazione le quali hanno dimostrato che, qualcosa, in questo Paese, può cambiare. Si può lavorare uniti in nome del bene comune. Si possono difendere le ragioni delle imprese senza perdere di vista l’interesse complessivo del Paese, e così far ripartire la crescita economica.

Molte le questioni al centro dell’intervento del Presidente, nonché numero uno di Confartigianato, Giorgio Guerrini: “Abbiamo bisogno di regole per un corretto funzionamento del mercato – ha esordito il presidente Guerrini – riforme che liberalizzino i servizi pubblici, che accorcino i tempi della giustizia civile, che ristabiliscano il rispetto della legalità. Ossia uno “Stato leggero” che libera gli imprenditori da vincoli e adempimenti che costano oltre i 20 miliardi l’anno”.

Ma “la strada maestra indicata dall’Europa per realizzare un ambiente a misura delle PMI passa anche da nuove politiche per l’innovazione perché – sottolinea Guerrini – non si cresce senza robuste dosi di rinnovamento non solo tecnologico ma anche, e soprattutto, organizzativo gli imprenditori devono poter contare su misure stabili di agevolazione fiscale e creditizia che diano valore alle innovazioni”.

Sono pure “necessarie le politiche del lavoro che, dalla formazione agli ammortizzatori sociali, affrontino e sciolgano tutti i nodi che oggi bloccano le potenzialità occupazionali e mantengono distanti domanda e offerta”.

Giorgio Guerrini

La ricetta di Rete Imprese Italia si fonda su “stabilizzazione e rafforzamento delle misure di detassazione del salario variabile che premiano la maggiore produttività, attraverso incentivi fiscali e normativi per chi assume, attraverso la promozione delle forme di partecipazione dei lavoratori come la bilateralità. Per uscire da questo “modello asfittico” occorre puntare su nuove forme di contrattazione collettiva che si occupino a pieno titolo, e senza rigidità normative, di orario di lavoro, part-time, periodo di prova, apprendistato e produttività del lavoro”.

“La buona occupazione inizia da una buona formazione. Va dunque affrontata la questione del mantenimento del livello di competenze e conoscenze di imprese e lavoratori. Ed ecco allora la necessità di valorizzare il contratto a contenuto formativo per eccellenza, l’apprendistato.”

Un altro “fronte di impegno” sono le politiche comunitarie: “Ai cittadini europei va restituito il senso di appartenenza ad una comunità che può fare la differenza, perché in grado di assicurare un sistema più trasparente, equilibrato ed equo in tutti i settori della vita economica e sociale”.

Per far crescere l’economia reale un ruolo decisivo spetta alle politiche del credito che siano “attente alle esigenze del territorio e delle imprese che vi operano”. E se Rete Imprese Italia plaude alla moratoria sui debiti per le PMI pure “le banche devono imparare a dare fiducia agli imprenditori, devono sostenerli concretamente nei loro sforzi per agganciare la ripresa.”Ma la crescita non c’è senza una “riduzione reale e significativa del peso del fisco, in primo luogo in termini di aliquote e in secondo luogo in termini di adempimenti. È questa la politica decisiva per restituire fiducia in un rilancio della nostra economia perché tutte le azioni che si possono fare in favore dell’impresa diventano solo ‘pannicelli caldi’ se non si procede con la ‘madre’ di tutte le riforme, vale a dire la riduzione della pressione fiscale”.

E se le aziende guardano “con attenzione” al federalismo fiscale però avvertono “sempre più forte il rischio che i principi della riforma vengano travolti nella loro attuazione, generando ancora maggiore complessità nella gestione dei tributi e un ulteriore aumento delle tasse”.

Volgendo lo sguardo al futuro gli imprenditori di Rete Imprese Italia non dimenticano i giovani che devono essere “motivati, preparati ad affrontare con fiducia il loro avvenire. Due milioni di ragazzi che non studiano, non lavorano sono uno spreco intollerabile, di questo passo il Paese rischia di bloccarsi, invecchierà senza riuscire a trovare personale per le qualifiche richieste!”.

“E allora, cosa aspettiamo per investire sulle nuove generazioni?”. “Nell’impresa – ha sottolineato Guerrini – c’è un futuro gratificante, facciamo dialogare il sistema della formazione e il mondo del lavoro”.

All’Assemblea erano presenti rappresentanti del Governo e delle istituzioni ed esponenti della politica e del mondo economico, sindacale ed imprenditoriale.

E’ possibile scaricare la documentazione dell’Assemblea in formato pdf dal sito di Confartigianato http://www.confartigianato.it/ReteImpreseItalia.asp

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