Rete imprese Italia:’Federalismo occasione per ridurre pressione fiscale su cittadini e imprese’


10 luglio 2011

“Rete Imprese Italia esprime un sostanziale apprezzamento sull’impianto complessivo della legge n. 42 del 2009 contenente i principi guida in materia di federalismo fiscale”, tenendo presente che “deve essere innanzitutto l’occasione per ridurre la pressione fiscale che ha ormai raggiunto livelli insostenibili per le imprese e per i cittadini”. Lo ha affermato Ivan Malavasi, neopresidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, Casartigiani, Cna, Confcommercio, Confesercenti), nel corso dell’Audizione sullo stato di attuazione della legge delega.

Il presidente ha posto l’accento “sulla necessità che l’attuazione del federalismo rappresenti l’occasione per raggiungere ambiziosi obiettivi di riduzione e riqualificazione della spesa delle regioni e degli enti locali” e contemporaneamente “di riorganizzazione e razionalizzazione delle funzioni e dei ruoli dei diversi livelli di governo locale, tenendo presente che la spesa delle amministrazioni locali (regioni, province e comuni) rappresenta circa un terzo del totale della spesa pubblica”.

La pressione fiscale sulle imprese

“Tenuto conto degli obiettivi di pareggio del bilancio che dovrà essere conseguito entro il 2014 e dei sacrifici a cui le diverse componenti della società saranno chiamate, è indispensabile – ha sottolineato il neo presidente – che dall’attuazione del federalismo non derivino aumenti della pressione fiscale per le famiglie e per le imprese”. E’ invece è necessario “che lo Stato dia un forte segnale di credibilità ridimensionando e contenendo i propri costi soprattutto sul versante della spesa improduttiva e degli sprechi”.

Un nuovo patto fiscale

Rete Imprese Italia ribadisce la necessità di accompagnare l’attuazione del federalismo con la costruzione di un nuovo patto fiscale che, attraverso l’attribuzione di maggiore responsabilità nella gestione della spesa pubblica ai diversi livelli di governo, crei le premesse per una riduzione della pressione fiscale nel suo complesso in un quadro di sostanziale coordinamento con l’imposizione fiscale statale. Deve essere questo il criterio guida del lavoro nei prossimi mesi, ma non si può non sottolineare che “i primi decreti legislativi di attuazione del fisco municipale (per quanto riguarda l’IMU e l’addizionale IRPEF), di quello provinciale (per quanto concerne l’imposta sulle assicurazione RCA) e di quello regionale (in relazione al possibile aumento dal 2013 dell’addizionale regionale all’IRPEF) sembrano non andare in questa direzione”.

I costi standard

Rete Imprese Italia sottolinea che la realizzazione dell’impianto federalista “dovrà incentrarsi sul principio cardine rappresentato dai costi standard. Condizione imprescindibile per scongiurare che la maggiore autonomia finanziaria attribuita a regioni ed enti locali si tramuti in sostanziale incremento della pressione fiscale”.

Il fisco fattore di competitività per le imprese

L’obiettivo per il nostro Paese deve essere l’allineamento ai livelli medi di pressione fiscale europea – nel 2009 pari al 40,5% (EURO 16) e al 39,5% se si considerano i 27 Paesi appartenenti alla UE -, anche per poter competere in termini di attrattività delle attività economiche.

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