Rete Imprese Italia:’Fondamentale il pareggio di bilancio, ma senza la crescita difficile l’equilibrio stabile dei conti pubblici’


31 agosto 2011

“Il pareggio di bilancio è un obiettivo fondamentale per il nostro Paese ma, senza la crescita, rischia di non garantire un equilibrio stabile dei conti pubblici”. Questo quanto il commento di Rete Imprese Italia (Confartigianato, Casartigiani, CNA, Confcommercio e Confesercenti) alle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri per arginare la crisi economica.

“Per la crescita – si sottolinea nel comunicato di Rete Impresa Italia – sono necessari interventi mirati e accompagnati da un alleggerimento della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese.  Appesantimenti del prelievo rendono meno competitive le aziende e più debole il Paese. Non può essere dimenticato che le piccole imprese oggi sono sotto sforzo nei cambiamenti organizzativi, nella realizzazione di nuovi prodotti, nella ricerca di nuovi mercati. L’aumento della pressione fiscale rischia di compromettere questo impegno”.

Pur comprendendo le difficoltà del momento e la necessità di misure incisive, Rete Imprese Italia ritiene che vadano assolutamente preservati tre criteri ispiratori fondamentali: la rapidità nell’azione, l’equità nella selezione degli interventi e nella distribuzione dei sacrifici, il carattere strutturale nella riduzione del fabbisogno.

Preoccupazione viene espressa per la fortissima riduzione delle risorse per gli Enti Locali. “Questa scelta, senza una riduzione strutturale dei costi, potrebbe portare a nuove imposte. Al contrario è necessario proteggere dai tagli tutte le politiche di sviluppo per le imprese. Politiche e investimenti che rappresentano leve fondamentali per modernizzare il Paese e sostenere la crescita. Sono da evitare in ogni caso anticipi di imposte, come l’IMU, che contribuiscono ad appesantire la pressione fiscale a carico delle imprese. I risparmi devono essere realizzati attraverso lo snellimento della macchina burocratica”.

Sulla proposta di revisione degli studi di settore Rete Imprese Italia sottolinea che “saranno fermamente contrastate modifiche non concordate con le parti sociali. Non vorremmo che anche la revisione degli studi di settore finisse per mascherare l’aumento della pressione fiscale, in tal modo contraddicendo la loro natura di indicatori di ricavi”. Vanno inoltre evitati “interventi tesi a differenziare i sistemi impositivi fra autonomi e altri lavoratori” mentre “il capitolo delle privatizzazioni dovrà contenere misure strutturali in particolare per quanto riguarda i servizi pubblici locali”.

Rete Imprese Italia saluta con favore il potenziamento del secondo livello di contrattazione, ma sottolinea la necessità di tener conto delle specificità del commercio, dell’artigianato e dei servizi”. Con soddisfazione accoglie infine l’abolizione del Sistri.

“Il sistema produttivo – ribadiscono Confartigianato, Casartigiani, CNA, Confcommercio e Confesercenti – non si è mai sottratto alle proprie responsabilità. Anche in questa occasione fornirà il proprio contributo alla stabilità economica e sociale del Paese”.

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