Rifiuti, cambiano le regole per il MUD: raddoppiano costi e burocrazia

Cambiano e si complicano le regole per il Mud, il Modello Unico di dichiarazione ambientale.La beffa è che le modifiche varranno solo per il 2010 perché dal prossimo anno cambierà nuovamente tutto.

Altro che tepori primaverili, aprile rischia di trasformarsi in un mese addirittura rovente per gli artigiani e i piccoli imprenditori che nelle proprie attività producono rifiuti speciali.

Tutta colpa del Mud, il Modello Unico di dichiarazione ambientale che riepiloga le quantità di rifiuti pericolosi prodotti e smaltiti nel corso dell’anno, un adempimento che va effettuato entro il 30 aprile.

Il punto è che, mentre 600.000 tra piccole e grandi aziende stanno familiarizzando con il Sistri, il nuovo sistema digitale di tracciatura dei rifiuti che a partire dall’estate archivierà il Modello Unico insieme alle altre scritture ambientali, il Mud cambia faccia.

Mica dettagli da poco. Modifiche strutturali che riscrivono le regole e le prassi operative dello strumento proprio quando questo si appresta a uscire di scena. Regole e prassi che ora gli imprenditori dovranno imparare a tempo di record e che poi potranno scordare con la stessa velocità, perché tanto dopo il 30 aprile saranno inutili.

Neanche a dirlo, il nuovo MUD è ancora più complicato di quello vecchio, molto più costoso – una prima stima parla di maggiori costi per le imprese tra i 60 e i 100 milioni di euro – e prevede una procedura di presentazione on line. Le imprese associate potranno comunque contare sulla consulenza degli esperti delle associazioni territoriali di Confartigianato per affrontare la compilazione del Modello Unico versione 2010 che si annuncia davvero complessa come non mai.

“Questa del Mud – spiega il direttore delle relazioni sindacali di Confartigianato Riccardo Giovani – rischia di essere una situazione paradossale che per prima Confartigianato ha denunciato. Abbiamo però fondate aspettative, anche a seguito delle forti pressioni che abbiamo fatto nei confronti del Ministro dell’Ambiente, che nei prossimi giorni venga prorogata la possibilità di utilizzare il vecchio Mud, o attraverso un Decreto legge o attraverso un Decreto della Presidenza dei Ministri.

Terminata la partita del Mud si riaprirà quella per rendere il Sistri a misura di piccole imprese, e qualcosa già si muove, in un quadro dove i correttivi da introdurre restano comunque molti.

“Confartigianato – prosegue Giovani – continua a denunciare tre importanti criticità: la prima è quella relativa ai costi del sistema; la seconda è relativa ai produttori marginali di rifiuti come, ad esempio, gli acconciatori, che dovrebbero essere esonerati da questo obbligo; la terza riguarda l’apparato sanzionatorio che dovrebbe essere equo e non inutilmente vessatorio”.

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