Riforma del mercato del lavoro, la forza delle nostre ragioni riapre il confronto


16 marzo 2012

Dal Governo piccolo spiraglio, ma non è sufficiente per il nostro consenso

La forza delle nostre ragioni ha riaperto il confronto, creando un primo piccolo spiraglio che però, allo stato attuale, non è sufficiente per ottenere il nostro consenso: questo il giudizio espresso da Rete Imprese Italia a margine dell’incontro di mercoledì scorso con il Ministro delle politiche sociali e del lavoro Elsa Fornero.

Alle attuali condizioni non possiamo firmare, ma auspichiamo che l’illustrazione delle nostre posizioni – fatta con estrema chiarezza – venga valutata come merita dal Ministro, e porti il Governo a proporre modifiche utili a un’evoluzione positiva delle questioni in campo, come del resto sta facendo nei confronti degli altri interlocutori di questo negoziato.

Il Governo non può sottovalutare il peso dei costi che si stanno abbattendo in continuazione sulle imprese del terziario, del commercio e dell’artigianato. Nei nostri settori si profila un pesante aggravio del costo del lavoro pari a circa 1,2 miliardi aggiuntivi ogni anno solo per i nuovi ammortizzatori sociali, costo che si somma a quelli già caricati sui titolari delle imprese a causa dell’aumento dei contributi previdenziali per 2,7 miliardi.

Fabio Bresesti

Non si può fare cassa solo con le imprese dei settori che garantiscono occupazione e crescita malgrado le forti difficoltà che attraversano. In caso contrario si otterrà un risultato opposto a quello che il Ministro indica come obiettivo comune.

Auspichiamo che il Ministro comprenda la situazione e valorizzi il contributo costruttivo che Rete Imprese Italia ha avanzato.

Siamo sicuri che il Ministro Fornero condivida con noi l’assunto che non si può fare sviluppo con l’aumento del costo del lavoro per le imprese. Non è quello che si aspettano i mercati, né quello che ci chiede l’Europa.

“L’onere aggiuntivo previsto che passerebbe dall’attuale 0,40% all’1,30% – dichiara Giorgio Merletti vice presidente di Confartigianato e delegato alle relazioni sindacali – è insostenibile. Aggiungendo all’accresciuto costo del lavoro, l’aggravio di costi per le assunzioni a tempo determinato, una nuova ‘tassa sui licenziamenti’ e l’aumento dell’’IVA si ottiene un mix micidiale. Pertanto se non ci saranno modifiche non sarà possibile sottoscrivere l’accordo “.

“L’aggravio di costi previsto dalla riforma – sottolinea Fabio Bresesti presidente di Confartigianato Sondrio – è inaccettabile per le imprese. La riforma colpisce pesantemente le micro e piccole imprese: le uniche che hanno garantito posti di lavoro durante la crisi, ma anche quelle che più verranno penalizzati dalla riforma del lavoro proposta dall’Esecutivo.”

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