Rinnovo contratti Legno e Lapidei, Confartigianato: ‘Incomprensibile posizione dei Sindacati’

“E’ incomprensibile il dietrofront dei Sindacati che tentano di rimettere in discussione quanto già concordato con le Organizzazioni imprenditoriali nella precedente riunione e diffondono informazioni che non corrispondono a verità. Ed è inaccettabile il loro rifiuto di dare la giusta copertura contrattuale ai lavoratori che svolgono attività di restauro artistico di manufatti lignei, arazzi, tele e opere scultoriche, pittoriche e mosaiche. Si tratta di settori di eccellenza dell’artigianato artistico, attualmente privi di qualsiasi copertura contrattuale e la cui corretta collocazione è nel Ccnl del legno, arredamento, lavorazione di materiali lapidei. Al contrario, i Sindacati intendono farli rientrare nel campo di applicazione delle imprese di costruzioni al solo fine di costringere le imprese di restauro, che nulla hanno a che vedere con il mondo delle  costruzioni, ad iscriversi agli istituti contrattuali peculiari dell’edilizia”.

Così, in una nota, il Presidente di Confartigianato Legno Arredo Domenico Gambacci e il Presidente di Confartigianato Marmisti Michele Bedin replicano a Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil in tema di rinnovo del contratto per i dipendenti dI imprese artigiane dei settori legno, arredamento, materiali lapidei, lavorazione artistica e o trasformazione dei suddetti materiali.

“Di fronte ad un simile atteggiamento puramente strumentale dei Sindacati – sottolineano i due Presidenti – Confartigianato ha chiesto di aprire un tavolo con il comparto edile al fine di chiarire una volta per tutte una situazione che penalizza le aziende del settore artistico”.

“L’applicazione del contratto del legno – aggiungono – garantirebbe la salvaguardia delle specificità dell’artigianato artistico e l’iscrizione negli enti bilaterali artigiani con le tutele previste a favore dei lavoratori, compresa la sanità integrativa. Riteniamo pertanto inaccettabile per le imprese dell’artigianato artistico la proposta del Sindacato di limitare il campo di applicazione al solo restauro di manufatti lignei ed affini eseguito all’interno dei laboratori artigiani. In questo modo si vieterebbe ad un restauratore artigiano di lavorare al di fuori del proprio laboratorio. Confartigianato auspica il superamento di questa impasse e che le parti tornino a dialogare con i giusti toni e con la necessaria correttezza”.

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