“Ripensare il sistema per tracciabilità e sanzioni”


23 settembre 2010

In occasione dell’audizione sul recepimento della direttiva quadro sui rifiuti, Rete Imprese Italia ha messo in risalto gli aspetti piu’ significativi della tutela ambientale, l’occupazione e lo sviluppo delle imprese.

Lo schema di decreto per il recepimento della Direttiva Quadro sui rifiuti “risulta coerente con i principi enunciati dalla direttiva europea, soprattutto in merito alle priorità date nella gestione dei rifiuti e alla necessità di uniformare le definizioni contenute nel ‘Codice Ambientale’ con le precisazioni comunitarie relative all’individuazione dei sottoprodotti e delle materie prime secondarie”.

Lo afferma in una nota Rete Imprese Italia (l’Associazione di rappresentanza delle Piccole e Medie imprese italiane a cui aderiscono Confartigianato, Confcommercio, CNA, Casartigiani e Confesercenti) dopo l’audizione sul recepimento della Direttiva Quadro sui rifiuti. “Esistono tuttavia ancora ampi margini di miglioramento.

La principale criticità è rappresentata dalle norme che regolamentano il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri) e dal relativo quadro sanzionatorio”. Rete Imprese Italia sottolinea, infatti, che “Sistri presenta ancora numerose criticità quali: il ritardo nella distribuzione delle apparecchiature informatiche; le performance tecniche del sistema e la fase test; la formazione degli operatori interni ed esterni alle imprese”.

“Tutto ciò – aggiunge Rete Imprese – ha immediato e diretto riflesso sul termine dell’entrata in operatività del sistema fissato al prossimo primo ottobre perché senza il completamento della fase distributiva risulta difficile pensare ad un ordinato e regolare avvio del sistema”.

Rete Imprese chiede pertanto “la sussistenza, per almeno 6 mesi, delle due modalità di registrazione, con il regime nuovo e con quello tradizionale utilizzabili in alternativa”.

“Infine altro aspetto di criticità è – secondo Rete Imprese Italia – quello relativo alla individuazione delle sanzioni, eccessivamente sproporzionate e che pertanto dovrebbero venire rimodulate”.

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