Semplificazioni fiscali ‘Iniziato un percorso utile, ma ancora insufficiente’


9 marzo 2012

Rete Imprese Italia ritiene che, con l’entrata in vigore del decreto sulle semplificazioni fiscali, sia iniziato un percorso di alleggerimento degli adempimenti tributari per le imprese. Un percorso utile ma ancora insufficiente.

Nel decreto sono state accolte molte delle proposte avanzate da Rete Imprese Italia, quali ad esempio: la semplificazione dello spesometro, la possibilità di suddividere in rate crescenti le somme dovute ad Equitalia, la possibilità di partecipare comunque ad appalti pubblici qualora si sia ottenuta la rateizzazione dei debiti fiscali o contributivi, il mantenimento dei benefici fiscali a seguito di semplici inadempimenti di natura formale.

Tuttavia, non si può non constatare che i diversi provvedimenti emanati per fronteggiare la crisi economica – oltre a determinare un’impennata della pressione fiscale – hanno altresì incrementato in modo rilevante gli adempimenti a carico delle imprese.

In una fase di recessione che comporta grandi difficoltà finanziarie per le imprese e le famiglie era legittimo attendersi la decisione – peraltro anticipata nelle prime bozze del provvedimento – di destinare le somme recuperate dall’evasione alla riduzione del carico fiscale per le fasce più deboli, agendo sulle detrazioni per carichi di famiglia.

Si deve, al contrario, registrare – con preoccupazione – il ripristino del potere assegnato ai comuni di aumentare le aliquote e le tariffe dei tributi locali che determinerà quasi certamente un ulteriore aumento della pressione fiscale complessiva.

In sede di conversione del provvedimento, auspichiamo che il Parlamento adotti misure a sostegno della domanda interna e della crescita economica, ma anche, e soprattutto, misure per la realizzazione di una maggiore equità del sistema fiscale.

In tal senso, Rete Imprese Italia auspica, inoltre, che si apra un chiaro e approfondito confronto sull’attesa delega di riforma fiscale, finalizzato alla riduzione della elevata pressione fiscale, da perseguire anche attraverso la compensazione dei debiti tributari con i crediti vantati nei confronti della P.A., e alla razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti cui sono sottoposti i contribuenti, in particolare le Pmi, così come richiesto dall’UE”.

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